Martedì 

Buen@s,

Sono tornato. Almeno per un paio di settimane. Anna è fuori per lavoro e non riesce a trovare il tempo per scrivere. Quindi torno io per un po’. Anche se non ho il tempo materiale. Tra trasloco e ansie varie.

Punto della situazione:

A breve andrò a casa nuova. E il cambiamento mi mette un po’ d’ansia. Anche se sono contento di cambiare luogo e di avere un giardino, dove i cani possono giocare liberamente. E divertirsi.

Bianca l’ho dovuta sterilizzare e mi sono sentito male. Perché se da un lato, è giusto così (per via di Pedro). Dall’altro, mi piange il cuore averle cambiato la vita, non permettendole di avere figli.

La mia camera di ora è vuota. E pensare a quello che è stato per diversi anni questo luogo, mi mette un po’ di tristezza. Le notti passate a studiare per gli esami. L’inizio della convivenza con Luca. I pianti e le alzate mattutine per andare a dare gli ultimi esami a Roma.

Oggi ho terminato di togliere le ultime cose. E domani il signore dei traslochi viene a prendere ulteriori mobili, anche se manca ancora un po’ per l’addio definitivo. Per colpa del signore delle cucine, che ci ha solato alla grande, sbagliando il colore della cucina e dicendoci dell’errore solo un giorno prima della consegna.

Per oggi è tutto.

Vi mando un bacio. Anzi:

Mil besos,

Em@

49: Tutto cambia

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16 aprile 2016

Ore 18.40

Eccomi di nuovo! Betty è di nuovo fra voi! E quindi?

Quindi vi volevo ringraziare per le belle parole, che mi avete lasciato nella mia prima pagina di diario. Grazie!

Da oggi sono io che risponderò ai messaggi, perché Ema mi ha lasciato la password del suo blog, e mi ha detto di scrivere quando voglio. E come voglio! Ahahah. Povero Em@!

Stamattina mi sono alzata nervosa. Mio marito non fa altro che fumare. E lavorare. Io sempre sola con i bimbi. E mai un momento insieme. Dopo il matrimonio, tutto cambia. Cambiano le priorità, poi i bambini, il lavoro, la scuola. La scuola, il lavoro. E io sto più esaurita del solito.

Poi, non faccio altro che pulire, per mantenere una casa decente. E’ vero che non viene mai nessuno. Pero, se dovesse venire qualcuno, almeno si può accomodare e sorseggiare dolcemente un tè. Ma, chi lo beve il tè? Sono una caffeinomane doc. E potrei solo offrire un caffè in maniera aggressiva. Betty la pantera! Mi ci vedete da pantera a offrire un nero caffè ai miei ospiti?

Un po’ pantera ci sono. Sono alta nella media. Capelli scuri, occhi tenebrosi e neri. Aggressiva al punto giusto e con delle labbra carnose. E non volgari.

Tornando al discorso del nervosismo, ho chiesto a mio marito di portare i bimbi al parco. E lui ha accettato. Mi sono rimessa a letto. Ho dormito per un’ora. Mi sono svegliata e preparata. Non avevo nulla per colazione. Mi sono fatta dei pancakes buonissimi (se volete, poi, vi do la ricetta!) e mi sono dedicata a me stessa.

A volte, pensiamo sempre agli altri, tralasciando quello che siamo realmente. Tralasciando i nostri desideri, i nostri obiettivi. E poi, diciamocelo, noi donne siamo il focolare della famiglia. E tutto ricade su di noi: le bollette, la spesa, parlare con le maestre, andare a riprendere i bimbi a scuola. Dialogare con le altre mamme, che con i messaggi su whatsapp, hanno scassato veramente i cosiddetti. Pulire la casa, portare fuori il cane, riprendere la cacca del cane, asciugare le lacrime dei figli, intersecare impegni e orari, far da mangiare e mettere a letto la prole.

Non dico che non mi piace fare tutto ciò. Vorrei solo dei momenti di libertà. Che mi potrebbero aiutare a capire cosa voglio fare realmente. Cosa della mia vita mi piace e cosa no. Vorrei capire se le cose con mio marito potrebbero prendere una direzione diversa. Forse non lo amo più. E vado avanti per il bene dei figli. Non parliamo quasi mai, non mi fa mai dei complimenti. Dà tutto per scontato, come se le giornate dovessero essere tutte uguali. Ed i ruoli sempre gli stessi.

Da oggi ho deciso che in qualche modo cambierò. Perché la vita è una sola e noi dobbiamo viverla assaporandone ogni aspetto, inciampando anche nello sconosciuto, che ci rende vivi. Mai statici. Sempre in movimento!

Un beso,

Betty la riflessiva.

 

 

 

 

41: Tre e trentadue

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Per sempre, dicembre 2016

Marta, quella sera di sette anni fa, aveva paura. Lo sciame sismico da un paio di mesi terrorizzava bambini, nonni. Nonne, zie, studenti, studenti fuori corso, Erasmus. Tutti, insomma.
 
Io, quella sera di sette anni fa mangiavo un kebab con il mio coinquilino, con il quale avevo litigato. Litigi inutili. Che avevano trovato un idillio mangiando in un posto pieno di studenti.

Marta in camera era sola. Ma, in casa c’erano la sua coinquilina e il suo ragazzo. Che era rimasto per dare conforto.

Qualche giorno prima, Marta aveva deciso di spostare il letto sotto la trave portante della sua casa, perché aveva paura che l’armadio le cadesse addosso.
Fortunatamente lo fece.

Quella notte del 5 aprile non riuscivo a prendere sonno, perché il litigio era ancora fresco. E avevo deciso di tornare dai miei per non continuare a dire, come Noemi, “Sono solo parole, le nostre”.

Marta si era messa a letto. E osservava il soffitto. Paura, ansia e impotenza erano i suoi pensieri. Il telefono accanto le faceva compagnia, insieme al suo orsacchiotto Teddy, che le aveva regalato sua sorella Melania.

Alle 3.31, quasi 32, del sei aprile, apro gli occhi. Avevo sete. Nel tragitto da camera mia alla cucina, i quadri iniziano a muoversi,  gli oggetti a cadere ed io ad urlare a mia sorella. Che prontamente è scesa dal letto. E insieme siamo usciti fuori.

Alle 3.32 del sei aprile, Marta ha aperto gli occhi. Si è trovata addosso una trave che fortunatamente non le ha danneggiato gli organi vitali.
Fortunatamente qualche giorno prima, Marta, aveva spostato il letto.
E’ rimasta per 22 ore sotto le macerie.

Alle 3.32 del sei aprile L’Aquila è cambiata. Anche se tutto è rimasto fermo. Le locandine dei cinema danno ancora la programmazione di quella settimana, i negozi hanno in vetrina la collezione primavera/estate 2009.

Alle 3.32 di sette anni fa Marta è cambiata. Per sempre.

Buona serata,

Em@