Le finestre degli altri

Cara Kitty,

tornando a casa a piedi, mi sono imbattuto nelle finestre degli altri. Potrai definirmi “curiosone, pettegolo che non sei altro”. Ed un po’ è anche così. Ma, la mia non è voglia di sparlare. E’ solo una sana socialità.

Le finestre degli altri raccontano molto. Quella che ho visto oggi era di una persona sola e molto disordinata. Carte ovunque. Un tavolo arrangiato che ospitava cicche di sigarette e residui di pranzo, su un piatto lasciato lì da qualche ora.

Mattonelle vecchie ed un giornale aperto, posizionato su una sedia vintage.

Ho immaginato la persona che poteva abitare questa casa e sono due le opzioni: o è un uomo anziano o è uno studente fuori sede.

Oppure potrebbe essere un uomo divorziato,senza soldi? Soldi che dà ai figli e alla ex moglie per il mantenimento? Soldi che non vede, perché passano direttamente al conto di Lei?

Continuando a camminare, cara mia, ho abbandonato le case degli altri. E ho scrutato l’orizzonte. Cielo colorato dopo la pioggia. Nuvole grigie che non promettono nulla di buono. Fresco nelle ossa, che mi faceva tentennare. Perché non sono ancora abituato alla nuova stagione!

Un saluto,

E.

finestra
Foto presa dal web

Cara Kitty…

Cara Kitty,

oggi, che è domenica, inauguro questo diario. Non so che direzione prenda. Ma, mi piacerebbe condividere, con te, cose che mi capitano giornalmente. Emozioni che vivo, storie che percepisco. Immagini che catturo. Silenzi che osservo. Vite al limite di una vita vissuta o di una vita nascosta dietro a una coperta di Linus.

Ti chiamerò Kitty, mio caro diario, in onore di Anna Frank. E sicuramente sarà un vanto per te. Ma, soprattutto una responsabilità.

Un saluto,

E.

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Anna Frank, foto del web