Le voci della Sera di Natalia Ginzburg

Le voci della Sera riemergono in un #passato che non esiste più. Un passato dove le passeggiate, le gioie e i dolori si sentono. E si esprimono grazie a un tempo #calmo che dà peso alle cose. Alle persone. All’esistenza.

Maestra di scrittura.

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Neve Incantata

autumn moments (4)

 

Neve. Che non lasci spazio all’immaginazione. Perché copri, ricopri.

Ricopri case, innamorati che si baciano. Palestre piene, che non hanno la percezione del tuo cadere lento.
Un cadere che non ha un suono. Suono espresso solo da un “wow” di un bambino, che dalla finestra osserva. Pensa di essere in montagna. Dove tutto è fermo, immobile.
Vorrebbe capire cosa stanno facendo i propri genitori. Sono le sei ed ancora non tornano.

Che bello tornare a casa! Mettersi in poltrona, guardarsi negli occhi, stringersi forte. E guardare un film.

Mentre la neve, continua a cadere lenta.

Neve incantata da ciò che abbiamo dentro.

 

Neve Incantata
Libro della settimana: Neve Incantata di Cronin, Edizioni Bompiani. (immagine web).

 

 

 

 

 

 

Sedia a rotelle

Un corpo arreso

nel gelo della sua

routine. Quotidianità malinconica.

 

La noia di

quella sedia a rotelle

sempre uguale,

che la obbliga alle attese.

Anche nei silenzi forzati.

 

Fuori. Un mondo

di colori passeggiano.

Verde, giallo, rosa, arancio.

 

Dentro. Anime

strane, che si insediano

nei ricordi. Vacanze.

Panchine di liceo.

 

Vai! Dice sempre a se stessa.

Come per sentirsi viva.

perché se sta ferma,

soprattutto quando già lo è,

si può fare un BUU da sola.

 

Tanto

nessuno

ti/la ascolta.

Ti vede.

 

Nessuno

Ti/le dice

“Come stai?”

“Dove andiamo, ora?”

 

Liberamente ispirato al libro che vedete nell’immagine in evidenza

News

Buonasera o buenas!

Sono tornato, solo per scrivere qualche parola, perché le ultime due settimane sono stato un po’ impegnato. E non ho avuto il tempo materiale per sedermi,riflettere e poi scrivere.

Ho pensato che, da questa settimana e ogni fine settimana, scriverò un post a settimana, dove racconterò un po’ di cose della settimana (scusate per l’uso della parola “settimana”, ma rende molto. No?)

Inoltre, come potete osservare al lato del blog, ho inserito i riferimenti della mia pagina facebook dei libri. Questa settimana ho iniziato di nuovo a postare, perché mi sento motivato. Che mi sta succedendo, non lo so!

Chiunque voglia iscriversi, lo ringrazio in anticipo.

Ora vado a cena, prima devono mangiare le bestie. E poi il sottoscritto. Anche se dovrebbe essere il contrario. No?

Vi saluto,

Mil besos,

Em@

 

LUNEDÌ DI PIOGGIA ⛆⛆⛆

Buen@s,

mi sembra strano scrivere sul portatile, che avevo appositamente messo nella lista di oggetti da buttare. Mi ero stufato e avevo voglia di cambiare. Cambiare soprattutto perché non funzionava e si bloccava.

Oggi, accendendolo per caso, senza dare peso alla riuscita, ho scoperto che il mio caro computer aveva ripreso a camminare. Sempre in maniera limitata, questo sì. Ma, lasciandomi in pace, mentre scrivo queste parole.

Parole che escono, mentre fuori piove. E la giornata non è partita molto bene.

Ho litigato con Luca in macchina. Poi, come i film, sono sceso perché non volevo ascoltare sempre le solite frasi e i soliti pensieri ed ho preso l’autobus, immergendomi in una temperatura di 30 gradi, tra persone non molto pulite ed odori non piacevoli, che venivano offuscati dalla temperatura estiva.

In autobus, mi sono girato intorno ed ho visto i visi. Visi diversi, di cui non conosco la storia. Visi diversi che hanno sicuramente molto da raccontare. Dire.

Siamo passati anche per Ikea e macchine riempivano i parcheggi. Non è una cosa strana, ma oggi è un giorno lavorativo. E c’era comunque tanta gente.

Vi lascio con una recensione di un libro, che ho finito di leggere l’altro ieri. In questi mesi, vorrei leggere molto ed approfondire. Conoscere. 

Ora, dopo qualche minuto dall’inizio del post, scrivo con il cellulare. Il portatile ha interrotto la sua corsa. Forse è ora che me ne compra uno nuovo. Economico. Tanto mi serve solo per scrivere. 

Vi metto la recensione di seguito:

“La bambina e il sognatore” è un bel libro: una sorta di giallo, stile “Chi l’ha visto?”, dove il protagonista, Nani Sapienza, indaga sulla scomparsa di una bambina.

Nani Sapienza è un sognatore, un maestro che rompe le regole, che regala ai suoi alunni storie ed insegnamenti, che tutti dovremmo ascoltare. È una persona sola, che dopo la morte della figlia Martina e l’allontanamento della moglie Anita, si ritrova in una casa grande, tra libri e vuoti emozionali.

Nani è testardo. Vuole sapere a tutti i costi che fine ha fatto, Lucia Treggiani, figlia di un camionista e di una cucitrice di vestiti da sposa.

Nani è riflessivo. Porta il lettore a riflettere su esperienze di vita, che molto spesso non vediamo.  O facciamo fatica a percepire. 

Di questo libro ho amato: la scrittura semplice e profonda, la sensibilità femminile dell’autrice che viene fuori spesso, il mettersi in discussione del protagonista sempre. E comunque.

Della Maraini, amo la sua capacità di regalarci sempre qualcosa di nuovo. 

Quel qualcosa di nuovo, che viene raccontato senza orpelli e giochi di parole. Quel qualcosa di nuovo, che nasce da una ricerca approfondita e studio costante.

Amo la Maraini perché i suoi libri non sono mai uguali. Non sono mai scontati, né banali.

Amo la Maraini perché in ogni cosa che racconta, la verità viene sempre fuori. 
Grazie a tutti per l’attenzione.

Mil besos,

Em@💘

14 ottobre: La prima verità di Simona Vinci

 

vinci
Simona Vinci, La prima verità, Einaudi, 20 euro, vincitrice Premio Strega

 

Le pagine di questo libro mi hanno lasciato qualcosa. Qualcosa di non convenzionale, che fa riflettere su chi siamo. E come ci comportiamo nella vita.

Una vita dove molto spesso il diverso vive ai margini. Fuori dalla tanto agognata normalità.

Cos’è, per me, la normalità? Un accezione che tende solo a definire. Punto. E basta.

In quest’opera, l’io narrante ci porta in un’isola. L’isola di Leros. In Grecia.

Un’isola dove fino a non molto tempo fa c’era un “manicomio”. Un ospedale psichiatrico realmente esistito, dove chi vi abitava era un mero oggetto. Trattato come un oggetto. Senza dignità.

L’isola, per me, è anche una metafora della vita che viviamo. Una realtà dove chi è ai margini non ha diritti. E viene isolato. Dove chi ha problemi psichici, o è nero, o è grasso, o è magro, o è gay, o…, viene sempre circoscritto all’interno di un sistema (muro), che si distanzia dal buonsenso comune.

Un buonsenso statico che ha una matrice strettamente politica e impostata, che considera la differenza come un marchio. Dal quale stare lontani.

L’autrice, Simona Vinci, scrive molto bene. Mettendosi nei panni di più persone. Persone che conosce alla perfezione e che ama profondamente.

Anch’io ho voluto bene alla vincitrice del Premio Campiello perché la sua storia mi ha segnato, mi ha fatto riflettere e mi ha portato a vivere, per più di un attimo, oltre il muro. E dalla parte di chi non ha colpa.

Em@

9 ottobre: Buio di Dacia Maraini

Quante volte non sappiamo cosa si nasconde dietro a un viso apparentemente felice?
Pensiamo che quel viso sia sinonimo di serenità, calma.
Pensiamo che quella persona che “indossa” quel viso apparentemente felice, sia una persona senza problemi. Difetti o difficoltà.

E qui che sbagliamo!

Dietro a un viso, che definiamo, normale si nascondono linee di buio che non conosciamo. Realtà che sfuggono alla pura definizione.

Il libro della Maraini, intitolato Buio, si occupa di quelle linee d’ombra che non riusciamo a percepire durante la giornata. Tasselli di puzzle che non riusciamo a trovare subito.

Buio, vincitore del Premio Strega alla fine degli anni ’90, ci porta a toccare con mano, attraverso racconti diversi, quel filo invisibile che sfugge alla nostra impressione. Quel filo che caratterizza storie, persone o situazioni. A cui molto spesso non diamo peso, perché andiamo di corsa. O semplicemente perché ci fa paura afferrarlo. E scoprire la verità.Quella vera e profonda.

Em@