2: Un diavolo travestito da crocerossina

Oggi fa freddo. Ma, c’è il sole.
Mi piace il sole. Mi rende felice anche quando non lo sono.
Oggi sono quasi sereno. Ed è tanto.

Dal fruttivendolo ho speso sei euro e sessantasei centesimi. 666 non è il numero del diavolo?
Non mi sento un diavolo, ma vorrei avere quella forza istintiva, che brucia.
Brucia monti, mete e tappe. Anche se bruciare le tappe non mi è mai piacuto.

Bianca, il mio cane, oggi si è sentita male. Nulla di grave.
Mi voleva dire che voleva uscire perché aveva male al pancino. Ma, non capivo.
Per disperazione, l’ho portata fuori. E…boom! Una bella sorpresa marrone per terra.
Sorpresa che scivolava. E io pulivo, ma nulla da fare!
Mi sono vergognato da morire!

A Chieti, c’è il mercatino natalizio. Fino al 24. Forse per ricordarmi che il Natale si avvicina.
Oggi, non c’ho pensato proprio al giorno x (comprende il 24/25). Ma, il pensiero si farà sentire il fine settimana.

Oggi mi sento un diavolo travestito da crocerossina.

Em@

Annunci

Albero di Natale #4

Ci sono persone che fanno l’albero, l’8 dicembre. Lo fanno con stelle di carta e palline di lana. Rigorosamente a mano e senza aiuti commerciali. Sperando che con ogni stella si possa esprimere un desiderio. 🌟★☆⭐🎄

Giorno terzo

Ciao,
scusate per la punteggiatura, ma scrivendo dal tablet, a volte gli accenti, non sono scritti nella maniera giusta. Perdonatemi!
Sono sulla poltrona. Oggi relax totale. Ho mangiato a casuccia mia, senza nessun tipo di distrazione dolciaria. Meglio per me. E per fortuna dice il sottoscritto. Voi che avete fatto? Avete mangiato?
Mentre mi rilasso, penso. A nulla di filosofico. Oggi e’ festa.
Penso a quelle persone che hanno un’attivita’ o un lavoro importante, di vitale importanza a detta loro, che non fanno altro che lamentarsi o mettere alla berlina (in particolare sui social) le loro imprese lavorative. Tipo :”Stamattina mi sono alzata alle quattro ed ho dovuto fare questo, quest’altro e quest’altro ancora!” Ma chi cazzo te lo ha chiesto? Come se io tutti i giorni scrivessi: “Non riesco ad andare in bagno! Aiutatemi! Ho un pezzo di m… che fa fatica a scendere!” Scusate la volgarita’. Ma, quando ci vuole ci vuole. 😬
Poi, dico tra me e me: “Qui c’e’ un problema di fondo, perche’ chi vuole necessariamente esternare quello che fa, come lo fa e perche’ lo fa, ha un livello di insicurezza tale, che cerca l’appoggio diretto ed indiretto di qualcuno, per brillare.” Ricordiamoci che la luce sta dentro di noi e non fuori. Il fuori ci puo’ prendere pure per il culo. Come molto spesso accade. 😟
Dopo le professioniste, penso anche ai belli o ai finti belli. Sempre sui social. Chiariamoci 😁. I belli, sui social, sono sempre boni. Postano foto quasi per niente ritoccate, perche’ anche l’unghia del piede ha un valore aggiunto. Loro sono belli. Punto. Quando scrivono “Ops! Sono uscito male”, li ucciderei di botte. Li’, in quel momento, che il bello decade. E per me dimenticato nell’oblio. Ci risiamo ancora una volta con la parola “Insicurezza”. E io che non volevo fare le filosofie!
Infine, per oggi, ci sono i/le finti/e belli/e. Quelli/e brutti/e nella realta’, che postano foto alla Bele’n, mentre si fa il bagno, cosparsa da oro, incenso e mirra. E ci riescono anche bene! A volte, sono la fotocopia della mamma di Santiago, ma quando li/le vedi dal vivo, puoi solo farti una risata. E basta.
Infine infine, volevo solo dire che l’insicurezza esternata la brucerei al fuoco, come le costatine di agnello. Mentre, l’insicurezza nascosta, quella che non appartiene alle professioniste, ai belli e i brutti dei social, la userei per capire molte cose.
Perche’ diciamocelo l’insicurezza senza conferme ci porta a superare i nostri limiti. Quella con conferme, a non andare avanti.
E io che volevo dire solo due cose!

Il vostro Morel…
image

Emanuele Morel

Giorno Secondo

Ciao. Siamo quasi a Natale. Meno due. Siamo in quel periodo dell’anno in cui i parenti litigano di più. Durante i mesi si ignorano e a Natale fanno finta di condividere qualcosa. Passioni, pensieri, parole, opere e opinioni.

La cosa che odio di più è questo finto perbenismo. Perché uno può benissimo salutarsi. E finisce la storia. Senza scambiarsi effusioni inutili. Che spingono i parenti serpenti ad aumentare quell’odio, che non esiterebbe senza quei minuti di effusione.

Tralasciando questo aspetto, che esiste, voglio parlare di altro. Di quelle persone che incontri, per anni. Sotto casa, al bar, in palestra, al supermercato, al cinema, al mercato. Ovunque. Che per motivi inesistenti non saluti.
In realtà,vorresti sapere tanto. A, volte anche tutto. Con chi sta, con chi va a letto. E’ gay, etero, bisex, trans o trav?

Ti rompi il cervello. E non fai il primo passo, tu, perché provi una sorta di vergogna. Vergogna che nasce da dove? Me lo sapete dire? Bah…

L’altro giorno, andando a consegnare una cosa per conto di un mio amico, mi sono imbattuto in un uomo, che ho visto sempre, in giro. Che ho squadrato, nei minimi dettagli. Che ho considerato sempre rozzo e misterioso. Con il quale ho instaurato un rapporto di sguardi. Di sguardi autentici finti. Perche’ erano autentici solo da parte mia.

Comunque, quell’uomo, da uomo burbero e misterioso e’ diventato gentile, cordiale e simpatico. Questo per farvi capire che a volte ci creiamo delle storie in testa, che prendono altre direzioni quando dobbiamo fare i conti con la realta’.

E a voi è mai capitato?

Un besito,

il Vostro Morel