Corpi nudi al sole.

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Edward Hopper – Second Story Sunlight, 1960 (immagine presa dal web)

Buen@s,

l’estate avanza. E io torno.
L’estate per me è direttamente proporzionale alle emozioni. Sia se si va al mare. Sia se si sta a casa. Nel primo caso, il contatto con le fisicità predispone la conoscenza. Emotiva, non lo so. Ma, coinvolgente sì. Nel secondo caso, il caldo ti rinchiude in casa. Almeno nelle prime ore del pomeriggio. E che fai? Leggo generalmente. E mi perdo, conseguentemente, nelle emozioni altrui. Mentre, nell’altra camera, Pedro e Bianca (per chi non lo sapesse, sono i miei due cagnolini) dormono. Dormono e litigano. Poi si fanno un po’ di coccole. E infine attendono Luca, che li tratta come figli. E continuano a dormire insieme nel suo lettone. Loro lettone.
Ritornando alle emozioni, le nudità estive (visibili anche da pantaloncini stretti in alcuni punti e magliette evidenti) portano a una sorta di avvicinamento. Avvicinamento e sguardo, che stuzzicano la tragressione. Trasgressione intesa nel senso piu’ semplice della parola. Non nel senso porno, che mi provoca piacere fino a un certo punto.
Amo la tragressione, presente in sguardi complici, in gesti semplici. In parole dette e non dette, in sottintesi che evidenziano frasi lasciate a metà.
Ci sentiamo domani,
sperando di essere piu’ attivo.

Mil besos,
Em@

 

Ho perso il mio amore

 

Oggi ho visto una signora piangere. Seduta, ai bordi di una panchina capiente. Aveva gli occhiali e mascherava bene le lacrime. Che pochi vedevano, che io vedevo. Aveva più o meno quarantasette anni. Un’età strana, ma pur sempre un’età. Ho pensato subito a un amore lasciato, a una vita fatta per rendere felice colui o colei, che oggi non c’è più.

L’amore si perde. Ma, si ritrova. Nei piccoli gesti, nelle conversazioni di sempre. Negli abbracci dati violentemente. Nelle sere d’estate, mentre si guardano le stelle.

Il vero amore si ritrova. In forma diversa. Con una consapevolezza diversa. Senza aspettarsi nulla. Senza desiderare coperte bianche e fiori sparsi. Forse si ritrova un giorno in supermercato, quando abbiamo smesso di volerlo.

In una sera al calcetto, quando il calcetto è un gioco che abbiamo sempre odiato.

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Cinque: l’albero della mia verità

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A volte mi chiedo se ci sia una verità. E mi  rispondo sempre che la verità assoluta non esiste. Non c’è una verità. Ci sono tante verità. Ognuno ha una sua verità, una propria legge. Che gli permette di capire cosa sia giusto o no per la propria vita.

Mi chiedo come fanno alcune persone a scegliere le verità altrui. Forse è più comodo? Sicuramente lo è. Scegliere le verità altrui è come dire sempre sí ad un capo ed essere succube della propria idea. Un’idea lontana dai nostri principi.

Che cos’è la verità? Non lo so. So solo che una verità assoluta non esiste. So solo che non mi fermo alla prima verità. Ma, vado avanti fino a quando trovo la mia verità. Una verità mai statica. Sempre in movimento.

Notte.