Ci sono persone ignoranti

Ci sono persone ignoranti.
Che ignorano il mondo. Non approfondiscono.
E pensano di essere invincibili come i credenti che si chiudono in chiesa.
E buttano la chiave.
Le persone ignoranti non percepiscono la diversità, non si fanno domande.
Rimangono fermi nella loro opinione, non riuscendo a vedere oltre il muro.
A loro piace sentenziare, sproloquiare.
Litigare per senza motivo, perché pensano che la verità sia una. E sia la loro.
Ci sono persone ignoranti che, però, sono superate da coloro che l’ignoranza la ignorano.
Lasciando che il mondo fluisca, poiché ne hanno un tornaconto.

 

background brick wall bricks brickwork
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Ci sono persone che stanno sempre dalla tua parte

Ci sono persone che stanno sempre dalla tua parte.
Anche quando sbagli o strilli, per strada, a squarciagola, come se fossi una pazza.
Quelle persone non giudicano, non ti puntano mai il dito contro.
Ti guardano, in silenzio, cercando di consigliarti. Farti ragionare.
A loro non interessa se hai trattato male una persona, se hai fatto un danno irreparabile.
Se ti sei alcolizzato a causa di un amore bastardo. E, poi, hai distrutto mezzo negozio.
A loro interessi tu. Con i tuoi difetti e i tuoi pregi. Con le tue mancanze e intemperanze.
Con la tua voglia di essere te stesso.
E non qualcun altro.

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Si sa già tutto

Ricordi di un tempo. Quando il viso era una faccia. Vera.
Ci guardavamo. Gli occhi erano definiti dal colore: verde, nero, marrone, azzurro.
Le mani si toccavano. Sudate, quando combaciavano con quelle del nostro amato. Fidanzato. Amico.
I silenzi esistevano. Non si aveva paura. Niente vuoto.
Le risate erano musica. Contagiavano passanti anonimi in una dolce melodia.
Le amiche si capivano, si chiamavano. Ascoltavano cantilene e litanie. Ma…erano pur sempre amiche! No?
Oggi, notifiche, whatsApp, cancellano le attese.
Il nuovo non esiste.
Si sa già tutto.

two box trucks on road
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Notturno

Notturno come un ragazzo solo
che chiede l’elemosina.

Notturno come uno stato d’animo.
Una richiesta d’aiuto inespressa.
Una mano sfiorata.
Stritolata col senno di poi.

Notturno come la musica.
Quella che ascolti prima di dormire.
Quella che scioglie patemi e rancori.
Romantiche distrazioni.

Notturno come il cielo notturno.
Le stelle che sospirano.
E evidenziano la loro luce.
Gialla.
Gli aerei passano veloci.
Lasciando scie invisibili.

Notturno come il mio silenzio,
il mio abbraccio.
Il mio bacio.
Che sfiora la tua bocca
piena di rossetto.
Che… sorride anche quando dormi.

 

 

 

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Le finestre degli altri

Cara Kitty,

tornando a casa a piedi, mi sono imbattuto nelle finestre degli altri. Potrai definirmi “curiosone, pettegolo che non sei altro”. Ed un po’ è anche così. Ma, la mia non è voglia di sparlare. E’ solo una sana socialità.

Le finestre degli altri raccontano molto. Quella che ho visto oggi era di una persona sola e molto disordinata. Carte ovunque. Un tavolo arrangiato che ospitava cicche di sigarette e residui di pranzo, su un piatto lasciato lì da qualche ora.

Mattonelle vecchie ed un giornale aperto, posizionato su una sedia vintage.

Ho immaginato la persona che poteva abitare questa casa e sono due le opzioni: o è un uomo anziano o è uno studente fuori sede.

Oppure potrebbe essere un uomo divorziato,senza soldi? Soldi che dà ai figli e alla ex moglie per il mantenimento? Soldi che non vede, perché passano direttamente al conto di Lei?

Continuando a camminare, cara mia, ho abbandonato le case degli altri. E ho scrutato l’orizzonte. Cielo colorato dopo la pioggia. Nuvole grigie che non promettono nulla di buono. Fresco nelle ossa, che mi faceva tentennare. Perché non sono ancora abituato alla nuova stagione!

Un saluto,

E.

finestra
Foto presa dal web

Squarcio di tela

 

tela

 

Una tela, davanti ai miei occhi. L’ha disegnata un mio amico.

A me non piace. O forse troppo.

Due fiori che si baciano. E poi bianco.

Bianco che, a detta di questo mio amico, simboleggia il freddo. E i fiori: due vite che sopravvivono al freddo.

Come due uomini che camminano per strada, asfaltati da occhi curiosi. E bocche indolenzite dal troppo chiacchierare.

Come una mamma straniera e suo figlio. Non hanno un appoggio. Una casa, un tetto, tegole, antenne della tv.

Come la donna obesa e il suo cane, che vedo tutti i giorni passare. Passare mentre lei mangia gelati, poi pizza, di nuovo gelati. Infine, si siede e dice: “Come sono stanca!”

 

Ieri, dopo essermi alzato, lavato e vestito, ho squarciato la tela che questo mio amico mi ha regalato.

Avevo paura. E l’ho fatto, così. Senza pensarci. O forse sì.

 

due fiori

Unghia mezza tagliata

Buen@s, 

Oggi, parlerò di convivenza. Convivenza cane-gatto, cane-cagna, lei-lui, lei-l’altro, lui-l’altra e l’altro.
E’ una condizione che ti porta all’esasperazione, soprattutto nei giorni dove vorresti pensare a te stesso, definire situazioni, farti un bagno caldo, rilassandoti per cinque minuti. Solo cinque minuti.
E arriva lui che ti chiede una cosa, poi non va bene come l’hai fatta. Per il tuo equilibrio psico-fisico, accetti di fare quello che dice lui/lei secondo le sue esigenze. La rifai. E non va bene un’altra volta. Ti arrendi!
Vai in camera, inizi a tagliarti le unghie. Da un po’ che non le tagli. Capita, no? Durante il semplice atto, proprio semplice, del taglio di quella povera unghia, oramai dura e nera, senti bussare alla porta, e Lei che ti dice: “Hai visto…?”
Tu, rispondi:”Vedi bene sulla sedia, l’ho poggiata lì?”
Lei, insistentemente e con garbo, sussurra: “Non c’è!”
Ti alzi, con una mezza unghia tagliata e l’altra attaccata al dito, vai in cucina e improvvisamente sulla sedia trovi quella cosa che Lei cercava e non trovava.
Torni in camera, oramai senza parole, con un mezza unghia tagliata e l’altra attaccata, chiudi a chiave la porta, spegni la luce e fai finta di dormire.
Toc Toc, senti bussare, non rispondi.
E lui che ti dice: “Ma, oggi i cani a passeggio, non li dovevi portare tu?”
Mil besos,
Em@