La nevicata del 2017

Neve.
Bianca.
A tratti confortevole. A tratti deprimente.
Ti imponi con insistenza da giorni.
Come se avessi voglia di farmela pagare.
Che ti ho fatto? Io nulla.

Neve.
Che addobbi le case a festa. E le rendi sempre natalizie. Oramai è due natali che vivo in due settimane. E non ne posso più.
Ora. È troppo.

Neve.
Ho sentito che domani torni. Con il tuo fare elegante ed insistente. E non lasci gente passeggiare tranquillamente, negozi guadagnare. Persone, vivere.

Neve.
Ieri siamo andati anche al Tg.
Al tg1. Non sei contenta?
Questa notte vuoi tornare, per presenziare domani al telegiornale spagnolo o francese?

Neve.
Mi hai rotto.
Ti odio.
Come quel ragazzo che desidero tanto e non mi calcola. Perché a lui piace il mio migliore amico. E me lo ha pure detto.

Neve.
Odi et amo.
Ora ti odio.
E lo sai bene.

26 settembre: Tornerò domani, forse no.

Buen@s, 

Torno a casa da scuola. Tutti i giorni. Alla stessa ora.
Apro la porta. Entro.
Guardo se è tornato qualcuno. Ma, non torna mai nessuno.
Io, continuo a guardare, perché mi sento sola. Ho solo 16 anni.

La tavola, come sempre, non è mai imbandita.
Prendo la tovaglia, metto un piatto. Poi un bicchiere. Poi la forchetta.
Apro il frigo: due wurstel.
Prendo una scatoletta di mais dalla credenza.
Verso tutto nel piatto.

Mangio sola.
Ci metto più del dovuto perché immagino di avere due sorelle con cui parlare di compiti, vestiti, interrogazioni.
Immagino una mamma che mi versa dell’acqua e me la rimette. Senza che glielo chieda.

Continuo a mangiare.
A fissare dall’altra parte del tavolo un padre immaginario. Perché quello reale non esiste. In verità, esiste. Ed è vivo.
Ma, è assente.

Dopo il pranzo,
lavo il piatto. Poi il bicchiere. Poi la forchetta.
Ripongo la tovaglia.
Vado in bagno. Poi in camera a fare i compiti.

Alle 9 tornano i miei genitori.
Rimango in camera perché quasi sempre mi addormento.
Loro non entrano. Non cercano nemmeno di bussare.

Perché sanno che ogni mia parola diventa fuoco.

Appoggio la testa sul cuscino.

Mi sveglio l’indomani quando i miei sono usciti.

Faccio colazione.

Esco.

Vado a scuola.

Oggi non rientro. Tanto nessuno se ne accorge.

Tornerò domani. Forse no.

Mil besos,

Em@