Nuvole, senza nuvole

Ore 9.30 a.m.

Nuvole, senza nuvole. Oggi il sole definisce i contorni. Li rende visibili. Anche se non c’è nessuno. La villa è vuota. I bambini a scuola. E le maestre insegnano. Grammatica, storia, geografia. Ci sono solo le nonne ed i neonati. Passeggiano avanti e dietro. Dietro e avanti. Come un intervallo irregolare, si fermano. Parlano con le amiche, fanno finta di salutare le nemiche. Le nemiche chi sono? Quelle che si odiano. O si ammirano per qualcosa. E si odiano perché si ammirano! Quanto è strana e complicata la vita! Entrare nei pensieri degli altri, è così difficile! Difficile fidarsi, capire, interagire. Difficile anche comprendere. Perché dietro visi stanchi, o sereni, o soddisfatti, c’è sempre qualcosa che non va. Un tassello complicato difficile da inserire.

Nuvole, senza nuvole. I bambini piangono. A squarciagola. Non si interrompono. Le nonne sorridono o fanno finta. Schivano le loro nemiche, facendo finta di non vederle. Tornano a casa. Preparano la cena. E aspettano le figlie che tardano ad arrivare.

127: 6 settembre

Buenas, 

oggi vi lascio con una breve storia.

NUVOLE BIANCHE

Ci sono delle nuvole bianche. Vagano, senza fermarsi. Prendono direzioni, strade. Diverse. Diverse da quello che eravamo un tempo. Un tempo in cui ci scambiavamo baci per strada, sotto la finestra di tua nonna. All’angolo di un bar, nei pressi di una fermata. Su un prato. Fiorito, autunnale, arido,secco.

Nuvole che ci hanno accompagnato nel pensare al nostro futuro. Mentre in un bar, facevamo una lista di nomi. Nomi da dare ai nostri figli. Tu dicevi sempre: “Se sarà femmina la chiamerò Chiara, se sarà maschio Antonio”. E io ti dicevo che Antonio era un nome antico. E tu difendevi questo nome perché tuo nonno ci si chiamava.

Le nuvole bianche, sono state con te quando ti sei diplomata. Quel giorno di luglio sembrava che dovesse piovere. Ma, così non è stato. Sei entrata in quell’aula calda, piena di sudore e ventagli. Eri emozionata. Tesa. Era un giorno importante. Ma, sei stata capace di renderlo più importante. Con la tua brillante interrogazione e i complimenti dei professori. Tu, timida e insicura. Tu, che in un attimo sei diventata una leonessa. Capace di domare tutte le tue prede.

Quelle nuvole bianche, lente, senza definizione, ci sono state anche il giorno del tuo addio. Quando sei andata a studiare fuori, e mi hai detto che ci saremmo sentiti. Ma, nella tua testa già mi avevi cancellato. Cancellato per sempre. Ho provato a chiamarti, a scriverti delle lettere, ma nessuna risposta. Nessun consenso o assenso.

Da quel giorno, in stazione, non ho visto più il tuo sguardo. Quello sincero, profondo, vero.

Ora, seduto ai bordi di un anfiteatro vuoto, guardo il cielo. Ci sono delle nuvole bianche, delineate. Nuvole che si muovono, non velocemente. Sono lì a un passo da me, e io non posso toccarle.

Non posso toccare con mano ciò che eravamo. E non siamo più.

Mil besos,

Em@

 

106: Un po’ di me #19

Il diario (1)

 

Buenas,

 

sono in studio, che ho trasformato per questo periodo di relax in un luogo di cultura. Luogo dove vorrei perdermi, leggere, senza l’ansia di essere controllato.

Quando si sta a casa in due, ed entrambi stanno in vacanza, gli equilibri cambiano. E la calma che si dovrebbe respirare in un periodo di riposo, si trasforma in litigio. Io e Luca abbiamo due caratteri abbastanza simili, che contrastano soprattutto nel periodo delle ferie.

Un anno siamo andati a Berlino e dopo due giorni volevo tornarmene chez moi. Non so realmente come ho fatto a gestire quella situazione. Un’entità superiore mi ha aiutato a non usare le mani.

Con lui la vacanza, quasi sempre, diventa un inferno. Nonostante il bene e la stima che nutro nei suoi confronti.

Quando si va in vacanza, se ci si va insieme a qualcuno, si deve trovare la persona giusta. Così come nelle relazioni.

La persona giusta, però, non sempre è la migliore amica che vedi tutti i giorni. Un anno andai a Bruxelles con una mia amica stretta, e ci siamo divisi appena arrivati. Ci siamo rivisti all’aeroporto dopo cinque giorni.

Ma, non sempre capita ciò. Ci sono casi in cui ho rivalutato persone, ho conosciuto storie mai narrate, amato le differenze. Mi sono lasciato trasportare dal non prestabilito ed in un attimo tutto era finito. E il giorno dopo mi mancava la libertà di quei momenti.

Stamattina, siempre con Luc, ho girato negozi di mobili, per trovare un armadio, per la camera nuova, della casa nuova, che “abiterò” a settembre. Fine settembre.

I negozi si trovano a Pescara e fortunatamente oggi la temperatura è stata clemente.

Pedro sta a casa, e ultimamente sta rompendo le palline. Educato male dal simpatico Luca, non fa altro che abbaiare quando non lo si considera.

Comunque, anche io sono pieno di difetti e un rompiballe!

In aggiunta, volevo farvi sapere che sto cercando di rimettermi in forma. Sperando di riuscirci.

Io ingrasso più d’estate che d’inverno.

Vi saluto, con un beso muy fuerte.

Em@