Silenzio. Ed è subito vuoto.

 

Dove si trova il piacere?

E’ un dovere piacere?

Oddio. C’è un colore viola lì.

Dove?

In quella scuola di danza.

Dove c’è il linoleum. Nero.

Wow.

Ci sono gli amici, sai?

Amici per bene!

 

Come va?

Come un girotondo verde, azul, cielo.

Grr Grr.

È il pisellone?

No, è la suoneria.

È un’indole la sborra.

La si assapora, di sera,

quando ci guardiamo.

Nei nostri silenzi. Silenzi per cena.

 

Selenia, i tuoi occhiali fanno rumore.

Come uno sportello che si richiude.

Gli attimi che viviamo

nel caldo della foresta

vergine, mi chiamano.

Pronto?

Ed è subito vuoto.

 

 

 

 

33: Scrivere…

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Quasi come Vetusta, marzo 2016

 

L’antico racchiude molto. Spesso lo dimentichiamo. Dimentichiamo chi siamo, da dove proveniamo.

Mia nonna per esempio era una scrittrice. Scriveva lettere. Durante la guerra, era l’unica nel suo paese che sapeva scrivere. In cambio riceveva beni di prima necessità. Uova, pane, farina.

Rielaborava pensieri di donne sole, creava contenuti di storie di amore che iniziavano a sbocciare. Era un tramite. Un tramite utile, indispensabile. Una voce che permetteva di portare nello scritto emozioni, gioie, pianti e frustrazioni.

Scrivere è una cosa difficile. Si scrive, ma non si parla mai di scrittura. Ora scrivono tutti e democraticamente è giusto. Ma, la scrittura è tanto altro. Studio, lettura, passione, curiosità. Non basta avere il talento. Il talento è un punto di partenza. Non un punto di arrivo.

L’antico racchiude molto. Il nuovo, quello che stiamo vivendo. La scrittura racchiude tutto: oggi, ieri e forse anche domani.

Buona serata,

Em@

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