101: Un po’ di me #18

Buenas,
Pedro seduto sulla sua sedia, mi guarda. Mi guarda perché vuole fare pace. Ha trovato un rotolo di carta igienica, che ho dimenticato di raccogliere, e ha riempito la casa di carta. Carta che ho ritrovato ovunque. Sul letto, cucina, sala.


La carta e le sue funzionalità.

Serviva per scrivere. Fino a qualche tempo fa. Ora tutti preferiamo il computer e dimentichiamo di quanto era bello colorare il quaderno, tenerlo in ordine. Personalizzarlo. A volte, anche in modo esagerato. Ma, era nostro. Ci rappresentava, rendeva unici.📑📓📕

La carta del libro, invece, la associo sempre al suo odore. Odore di libro, antico, di qualcosa che non è commerciale.
Infatti, preferisco prendere i libri nei mercatini, perché è proprio lì che trovo titoli diversi. Titoli che non riuscirei a trovare in una libreria dove il Bestseller del momento è padrone della scena.
Nel pomeriggio, ho comprato tre libri in un mercatino di vestiti, libri e mobili usati.

Ho preso Maggie Cassidy di Kerouac, Gente di Dublino di Joyce, Il lacchè e la puttana di Nina Berberova. Quando li leggerò vi dirò se mi sono piaciuti.

Ora vi lascio! Pedro è appena venuto e ha cercato di fare pace. Gli ho detto di andarsene. E aspetterò ancora un po’ prima di perdonarlo.


Buona serata a tutti,

Em@

100: Un po’ di me #17

Buenas,
oggi mi prometto che scriverò tutti i giorni, almeno fino a settembre. È vero anche che non devo scrivere sempre e per forza, ma è anche vero che scrivere per me è anche equilibrio. Forma de ser.

Oggi, qui, di nuovo caldo. Domani lo sarà ancora ed io continuero’ con le mie lezioni di yoga personali e solitarie, che mi permetteranno almeno di sconfiggere il senso di calor, che mi rende nervoso.
Io e il caldo: opposti che non si attraggono. Non vado nemmeno al mare. Ci vado solo in villeggiatura (se ci vado), sapendo che non devo prendere macchina o mezzo. Perché io sono di comodo, diciamocelo! 😉 ❤

Pedro è uscito con Luca.
A settembre andremo a casa nuova e la scorsa settimana ho litigato pure per la cucina. Cucina scelta da Luc e l’architetto commerciante affarista, che è riuscito con la sua favella a far spendere parecchi soldi, per una cosa si’ bella e di design, che sinceramente trovo poco comoda. Comunque i soldi li ha spesi lui, cavoli suoi. Anche se credo che, quando si sceglie di condividere qualcosa, entrambi, indipendentemente dal dinero, devono scegliere. O almeno si devono mediare le opinioni, quasi sempre diverse, nel mio caso.

La serata avanza, e il clima estivo pure. Io preferisco l’inverno, ma le serate estive mi riportano al senso di libertà dell’adolescenza. A quando tutto era possibile, i problemi erano superflui e il giorno dopo non si andava a scuola. Yuppy.

Vi lascio con una foto, scattata adesso dalla mia finestra.

Un beso e buona serata

,

Em@

88: Un po’ di me #12

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Lluvia, oggi, chieti

9 giungo

Buenas,

ho appena finito di fare stretching. Sto per terra, mentre vi scrivo. E mentre Pedro mi lecca con estremo ardore i piedi, affaticati da un lungo camminare per vie centrali. Vie oggi vuote a causa di una pioggia incessante. Che ha rinchiuso in casa i soliti passanti, che solitamente si trovano per il corso.

Ora, il solito Pedro, è salito sul letto e mi guarda con occhi spiritati, ma lo ignoro perché oggi mi ha rotto un bel po’. Ha pure ragione, però, perché nel pomeriggio non ha fatto la solita passeggiata.

Ho dovuto portarlo in un vicolo chiuso per fare i bisogni. Un vicolo dove la pipi’ dei cani regna indiscussa. Dove una signora predica perché ha la finestra che si affaccia su questa oasi di pipi’. Anche la signora ha ragione. E io non so che dirle. Mi porto l’acqua per pulire la pipi’. Ma, più di questo non posso fare.😦

Tornando a noi. Oggi mi sento “piovoso”. Come il tempo. Immagino di avere qualcuno al mio fianco, mentre distesi sul letto ci scambiamo dolci effusioni. Uno carino, giusto. Uno che si perda nei rumori della pioggia e si lasci riscaldare dal sottoscritto, che lo riempie di carezze (tipo film romantico dove uno dei due deve partire per un lungo viaggio e la sera prima si ritrovano sul letto dove hanno fatto amore per la prima volta! Ahhaha).

A voi vi è mai capitato di sentire la pioggia con uno/a che vi piaceva veramente? Con uno/a che si stava zitto/a e sapeva ascoltare, senza parlare per ore di filosofia orientale o di politica comunale?
A me no, quindi lo immagino. 😈

Stamattina, sono andato a comprare il pane a Piazza Malta, a circa 15 minuti da  casa mia. L’unica piazza del mercato abbastanza grande che è rimasta a Chieti. Ci vengono contadini dalle zone limitrofe e vendono frutta e verdura. La clientela è anziana perché le nuove generazioni prediligono il centro commerciale.

In questa piazza, c’è anche uno dei forni più buoni di Chieti. E oggi per voi, solo per voi, ho comprato il dolce che vedete di seguito. Un dolce inventato da Carmelina, una delle proprietarie del negozio. Si chiama “la cupola“. Esteriormente ha una presenza scenica limitata, ma è molto salutare.  Sembra un ciambellone, fatto con limone e mandorle. Ma che bontà! (Io generalmente mangio dolci solo a colazione! Eh!)

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La parola del giorno è pioggia. Vi lascio con una frase di Hemingway, autore che ho scoperto da poco (ora sto leggendo Fiesta).
 
Amo ascoltare. Ho imparato un gran numero di cose ascoltando attentamente. Molte persone non ascoltano mai.”
 
Frase alla quale do un significato ulteriore, ovvero che anche le pause in un contesto d’amore, mentre fuori piove, vanno ascoltate. E non riempite per forza.

Stasera pizza. E non devo cocinar! Yuppy.

Buona serata,
Em@

84: Un po’ di me #9

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Pianta e davanzale, Chieti, oggi

6 giugno

Buenas,

ci sono dei giorni in cui vorresti buttare tutto dalla finestra, compresa la pianta che da anni soggiorna sul davanzale.

E oggi non è uno di questi giorni.

Ci sono dei giorni in cui vorresti riempire il tempo, riuscire ad intersecare impegni, hobbies, situazioni conviviali, appuntamenti dal dentista. Anche se poi ti rendi conto a fine giornata, che non serve riempire il tempo se non hai coscienza dei giorni che passano. Delle scelte. Se non hai coscienza di quello che vuoi.

Il tuo tempo non è un riempitivo, una forma di essere.

E oggi non è uno di questi giorni.

Ci sono dei giorni in cui vorresti essere come il tuo vicino di casa, che ha appena raggiunto un traguardo. Come il ricco avvocato che guadagna soldi, solo per aver messo una firma. Come la scrittrice famosa, che scrive bene, non benissimo, e che viene osannata come una diva di altri tempi.

E oggi non è uno di questi giorni.

Ci sono dei giorni, come oggi🌅🌅 , che decidi di cambiare strada per tornare a lavoro. E per dieci minuti cammini e ti giri intorno. Scopri case mai viste 🏡, panorami apparentemente senza senso, case degli altri aperte. Finestre, che per via del caldo, ti accolgono in case vissute. Signore che lavano a terra e che non vedono che con il tuo sguardo sei entrato nella loro intimità.

Lo so, non si fa.

Ma, fondamentalmente sono curioso e amo spiare le case degli altri. Soprattutto la sera d’estate, quando i lampioni esterni sono spenti e le finestre sono aperte. Chi è dentro non vede chi sta passando. Chi è dentro continua a litigare con la moglie, con il marito. Lascia la tavola in disordine, si gratta il pacco, come se non ci fosse un domani, e subito dopo prepara il biberon per il bimbo, senza la preoccupazione di doversi lavare le mani. Tanto nessuno sa che per minuti la sua mano è stata nascosta in una mutanda a righe, con sfondo bianco. E anche orrenda, aggiungerei! Ahahah.

Tornando a noi, stasera ho riutilizzato il minipimer dopo una settimana di stasi. Ero un po’ ansioso, ma mi sono armato di buon coraggio e ho tritato zucchine diverse da quelle dell’incidente, per fare una vellutata. Alla fine del post, la ricetta🍅.

Pedro, oggi più bravo del solito. Oramai si siede senza esitazione. Luca, lavora e mangia. E la casa apparentemente ordinata, anche se ho visto luoghi che volutamente non ho voluto ispezionare.

Ah, la palabra del día (parola del giorno) è: DENTRO

Dentro ogni abitazione, si nasconde la vera persona.

Buona serata e/o notte

Em@

Ricetta vellutata e procedimento:

4/5 zucchine

1 cubetto di brodo vegetale

1 patata grande

Cuocere le zucchine e le patate (tagliate a cubetti) in una padella, dopo aver soffritto l’aglio. Aggiungere acqua e cubetto stritolato con forza. Aspettare che l’abbondante acqua si sia ritirata e il tutto si sia cotto. Prendere il famoso minipimer e frullare il tutto. Aggiungere spezie a piacere. Verrà un fantastica vellutata.💫

79: Un po’ di me #4

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Buenas,

come state? Da oggi cambio registro:):):). Nel senso che vorrei gestire il blog come una vera e propria pagina di diario. Dove giornalmente vi racconto parti di me, prendendo in considerazione quegli aspetti della giornata che mi hanno fatto riflettere, pensare e/o sorridere.

Scrivo questo perché il blog è un mezzo che evolve giornalmente, dove l’aspetto della persona che lo scrive viene fuori in ogni caso. E dove la giornata che si racconta è parte viva, non come accade con una poesia o racconto.

Continuerò a scrivere racconti e recensioni di libri, ma non come parti staccate da ciò che sono. Li scriverò perché mi rappresentano e perché sono inseriti nella mia vita.

E poi, come mi avete anche suggerito, è bello conoscere aspetti della vita di colui o colei che scrive (in) un blog che seguite.

Tornando a noi. Pedro oggi ha fatto il bravo e ha mangiato tutto (sembro un po’ una bimbominkia parlando così). Ha fatto le due solite passeggiate con il sottoscritto. E ora dorme beato sul mio letto. Ma, poi andrà al letto di Luca e dormira’ con lui. Perché Pedro dorme con Luca. Sembrano innamorati (ahhaha). Dorme dalla parte dell’armadio, perché si sente più sicuro, rispetto alla parte della porta.

Io, ora mi sto vedendo “Chi l’ha visto?”. Non è una cosa da poco. Perché è la mia trasmissione preferita da quando ero piccolo. Amo soprattutto la costruzione dei servizi. Uno degli inviati è di Chieti e ogni volta che lo incontro vorrei chiedergli informazioni sui casi. Ma, passerei per stalker e questo screditerebbe la mia fama di bravo ragazzo. Che, realmente e in verità, sono. 😇😇😇😇😇😇😇

Oggi ho riflettuto molto e ho visto documentari su youtube riguardo ai campi di concentramento, dopo aver finito di leggere “Conforme alla gloria” di Demetrio Paolin (la recensione la trovate sulla categoria Premio Strega, se non l’avete letta e la volete leggere).
Nelle immagini video, ho visto uomini che non riuscivano a camminare per la troppa magrezza, visi assenti. Assenza derivata da una condizione fisica e interiore. Assenza che nasce da un dolore estremo, che non riuscirei nemmeno ad immaginare. A percepire.

Ora vi lascio che ho male a un dito. Me lo sono quasi frantumato con il minipimer per fare una salsa tonnata.

Ricetta:
Scatoletta di tonno senza olio/ confezione di yogurt greco bianco/ due acciughe/ capperi quanto basta.
Amalgamare il tutto con il minipimer a immersione.

Ah dimenticavo la parola del giorno, che oggi è “ricordo“.

Il ricordo è quella parte di noi che, anche se la vogliamo rimuovere, resta. Restano le immagini, le emozioni, le paure, i dolori. Resta ciò che siamo e che, ora, fa parte di noi, nel bene e nel male.

Notte, 🎇🎇🎇🎇

Em@