Perdersi

Nero. Notte.

La sera avanza, il giorno si disfa. Bambini tornano a casa dalla palestra, mamme preparano la cena. Quelle ricche, una cena ricca. Quelle povere, il cibo della Caritas.

L’uomo del mercoledì prende l’autobus.

Sono le 8.00 p.m..

Non si vede nulla fuori. Gli alberi oramai riposano, il traffico riduce la sua intensità.

L’uomo sta tornando a casa o va altrove? E’ indeciso. Vorrebbe tornare o non tornare. Perdersi per un po’. Non farsi riconoscere.

Nero. Notte.

I lampioni illuminano ad intermittenza una piazza spoglia. L’uomo del mercoledì, seduto su una panchina rotta, ascolta il mare.

Starà lì per un po’.

malinconia
immagine presa dal web

Ho perso il mio amore

 

Oggi ho visto una signora piangere. Seduta, ai bordi di una panchina capiente. Aveva gli occhiali e mascherava bene le lacrime. Che pochi vedevano, che io vedevo. Aveva più o meno quarantasette anni. Un’età strana, ma pur sempre un’età. Ho pensato subito a un amore lasciato, a una vita fatta per rendere felice colui o colei, che oggi non c’è più.

L’amore si perde. Ma, si ritrova. Nei piccoli gesti, nelle conversazioni di sempre. Negli abbracci dati violentemente. Nelle sere d’estate, mentre si guardano le stelle.

Il vero amore si ritrova. In forma diversa. Con una consapevolezza diversa. Senza aspettarsi nulla. Senza desiderare coperte bianche e fiori sparsi. Forse si ritrova un giorno in supermercato, quando abbiamo smesso di volerlo.

In una sera al calcetto, quando il calcetto è un gioco che abbiamo sempre odiato.

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26: Perdersi

perdersi

 

Perdersi è immergersi in quello che siamo. Che forse saremo!

Perdersi presuppone un lasciarsi andare. Togliere quei freni inibitori che ostacolano il cammino dei nostri pensieri.

Perdersi in una strada che non porta ad una meta può essere angosciante. Ma, nello stesso tempo motivante. Un motivo in più per conoscere, scoprire.

Perdersi negli occhi di colui o colei che amiamo è un continuo tormento. Tormento positivo o negativo. Tormento pieno di turbamento, gioia, eccitazione. Un Amore con la A maiuscola che non lascia scampo.

Perdersi per poi ritrovarsi non sempre è una sconfitta. Ci si ritrova forse più maturi, meno scontati, più accomodanti. Come due amici che non si sono visti più da tempo per un motivo futile e che si incontrano per caso in un bar di un autogrill. Due amici che si sono perdonati con un sorriso sentito ed un ciao di circostanza.

Perdersi non è necessariamente un vuoto metafisico. Forse è un modo per capire chi siamo, e chi forse saremo.

Perdersi, in un giorno piovoso di marzo, è il miglior modo per capire che c’è sempre una via d’uscita ed un perdono (forse!).

Buon@ serata,

Em@