Siamo persone

Dietro a una persona
si nascondono ritratti.
Tempi sconosciuti
si intersecano.
Fanno a gara per
emergere.
A volte, danneggiando.
Dicendo parole
sconnesse.

Dietro a una persona
c’è l’umano che
avanza.
La fragilità, il tatto.
L’essenza. L’assenza
che ha una spiegazione.

 
Dietro a una persona
i silenzi sono come
fiori scossi da
un vento di montagna.
A tratti gelido, a tratti estivo.

 

Siamo persone. Non macchine.
Non numeri. Non ambizioni.
Non traguardi. Non castelli artefatti.

Siamo persone.
Che respirano.
Piano.
Per capire.
Chi siamo.

 

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Domeniche

Ci sono delle persone che amano le domeniche delle seguenti stagioni: primavera, autunno e inverno. In queste domeniche, il pranzo della mamma o della nonna allieta i commensali. Commensali mai nervosi per via della sabbia o acqua sporca. Commensali che a fine pranzo dicono: “Ho mangiato troppo!” E poi continuano a mangiare con altri parenti. E che vedono le interviste “barbariche” di Barbara D’Urso. E che a fine giornata si concedono un cinema per rilassarsi. Rilassarsi e, a volte, dormire per non pensare al lunedì.

Le Professoresse

Ci sono delle persone che fanno a vita “le Professoresse”. Tipo quelle di scuola, che comandano e sanno tutto loro. “Le Professoresse”, quelle di razza, sono moraliste, paladine della giustizia e ti guardano dall’alto in basso. Inoltre, non sbagliano mai, vogliono avere il controllo su tutto e non ti lasciano mai dire “Ci sono anche io!” Per loro, Tu, non esisti. Esistono solo le loro amiche di uguale lignaggio.

Inverno

Ci sono delle persone che amano il freddo, la coperta di Linus davanti alla TV, preparare due dolci di seguito. E riscaldarsi con il forno acceso.
Ci sono persone che dormono bene, anzi benissimo, d’inverno. Facendo anche il riposino pomeridiano e la “calma” merenda sostanziosa perché “tanto fuori fa freddo”.
Il freddo: nostro amico. Complice e leale. Attivo e disinteressato.

Buongiorno 🌦🌦🌦

Amiche per sempre

Oggi in palestra ho assistito a una conversazione tra due signore. Che amorevolmente si scambiavano frasi, emozioni e anche problemi. Non si sono dette nulla di che. Ma, la loro intenzione superava una frase di convenienza, una frase ad effetto.
Curavano inconsapevolmente e con minuziosità le parole da dire, i gesti da fare, i progetti da vivere insieme.
Erano autentiche. E innamorate della loro amicizia. Erano immerse nella loro unione, che un po’ le ho invidiate…

amiche

Quando qualcuno passa…

Rumori di macchine: sono le 3 di pomeriggio. Ma, si sentono in lontananza.

Una macchina al lato della mia panchina sembra morta. È grigia. Vecchia.

Bianca è la casa di fronte. Senza personalità. Costruita a blocchi negli anni ’70. Quando forse c’era ancora voglia di costruire. Costruire e non distruggere. Come oggi. O lasciare all’abbandono.
Le finestre sono chiuse. Chiuse da tempo. Come quelle che vedi lungomare d’inverno. E che sai torneranno a vivere d’estate.

Gli autobus gialli continuano a passare. Non come l’ora di punta. Ma, si sa questo avviene in tutte le città. Soprattutto di sabato, quando il silenzio cala sul giorno.

Un uomo nero, vestito di nero, con occhiali neri e scarpe nere, passeggia. E parla con la sua amante al telefono. Non capendo che a quest’ora le sue parole sono più incisive. Per nulla scontate. Più forti, anche se dette sottovoce. Per non farsi sentire.

Una ragazza di nome Azzurra parla anche lei al telefono. Ma, con la madre. Che la sgrida per non so quale motivo.

Una campana suona tre volte.
Sono le tre.
Las tres de la tarde.
Il silenzio si nasconde nell’ombra e si trasforma in rumore, quando qualcuno passa.