Che cade giù…

La pioggia
scende. Come
neve bianca.
Tu, sotto
le coperte. Solo
la testa fuori.

Una dolce
musica ascolti.
Interrotta
bruscamente
dai tuoi silenzi.

Che fanno
più rumore dell’acqua
che cade giù.

bubble clean clear close up
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Come coriandoli a febbraio

autumn moments (2)

Amo questo inverno. Sorvola anime distol(r)te da un buio che disorienta.
Sono anime che camminano. Sfiorano. Toccano. E si guardano allo specchio: “Oh! Come sono bella!”; “Sembro una modella!”.

Conduco la macchina, mentre fuori piove. Non c’è nessuno per strada. Una fontana che continua a piangere. Anche se piove. Piove da ieri e non smette.
Ora, sono a casa. Sento questa lluvia. Rimbomba sui tetti del quartiere.
Dalla finestra, vedo me stesso, che guarda quest’acqua.
Che cade, cade, cade, cade, e ancora cade. Giù.
Come coriandoli a febbraio.

Amo quest’inverno.
Forse odio la pioggia che si infiltra nelle pezze dei vestiti.
E…non mi fa respirare.

LUNEDÌ DI PIOGGIA ⛆⛆⛆

Buen@s,

mi sembra strano scrivere sul portatile, che avevo appositamente messo nella lista di oggetti da buttare. Mi ero stufato e avevo voglia di cambiare. Cambiare soprattutto perché non funzionava e si bloccava.

Oggi, accendendolo per caso, senza dare peso alla riuscita, ho scoperto che il mio caro computer aveva ripreso a camminare. Sempre in maniera limitata, questo sì. Ma, lasciandomi in pace, mentre scrivo queste parole.

Parole che escono, mentre fuori piove. E la giornata non è partita molto bene.

Ho litigato con Luca in macchina. Poi, come i film, sono sceso perché non volevo ascoltare sempre le solite frasi e i soliti pensieri ed ho preso l’autobus, immergendomi in una temperatura di 30 gradi, tra persone non molto pulite ed odori non piacevoli, che venivano offuscati dalla temperatura estiva.

In autobus, mi sono girato intorno ed ho visto i visi. Visi diversi, di cui non conosco la storia. Visi diversi che hanno sicuramente molto da raccontare. Dire.

Siamo passati anche per Ikea e macchine riempivano i parcheggi. Non è una cosa strana, ma oggi è un giorno lavorativo. E c’era comunque tanta gente.

Vi lascio con una recensione di un libro, che ho finito di leggere l’altro ieri. In questi mesi, vorrei leggere molto ed approfondire. Conoscere. 

Ora, dopo qualche minuto dall’inizio del post, scrivo con il cellulare. Il portatile ha interrotto la sua corsa. Forse è ora che me ne compra uno nuovo. Economico. Tanto mi serve solo per scrivere. 

Vi metto la recensione di seguito:

“La bambina e il sognatore” è un bel libro: una sorta di giallo, stile “Chi l’ha visto?”, dove il protagonista, Nani Sapienza, indaga sulla scomparsa di una bambina.

Nani Sapienza è un sognatore, un maestro che rompe le regole, che regala ai suoi alunni storie ed insegnamenti, che tutti dovremmo ascoltare. È una persona sola, che dopo la morte della figlia Martina e l’allontanamento della moglie Anita, si ritrova in una casa grande, tra libri e vuoti emozionali.

Nani è testardo. Vuole sapere a tutti i costi che fine ha fatto, Lucia Treggiani, figlia di un camionista e di una cucitrice di vestiti da sposa.

Nani è riflessivo. Porta il lettore a riflettere su esperienze di vita, che molto spesso non vediamo.  O facciamo fatica a percepire. 

Di questo libro ho amato: la scrittura semplice e profonda, la sensibilità femminile dell’autrice che viene fuori spesso, il mettersi in discussione del protagonista sempre. E comunque.

Della Maraini, amo la sua capacità di regalarci sempre qualcosa di nuovo. 

Quel qualcosa di nuovo, che viene raccontato senza orpelli e giochi di parole. Quel qualcosa di nuovo, che nasce da una ricerca approfondita e studio costante.

Amo la Maraini perché i suoi libri non sono mai uguali. Non sono mai scontati, né banali.

Amo la Maraini perché in ogni cosa che racconta, la verità viene sempre fuori. 
Grazie a tutti per l’attenzione.

Mil besos,

Em@💘

20 settembre: Onde 

​Buen@s,

Le onde sono già a riva.
Scomparse.
Tu sei seduto sulla sabbia, mentre nuvole diventano nere.
Le osservi, pregando loro di non trasformarsi in pioggia.
Acqua che potrebbe disturbare la conversazione con la tipa, che ti piace, che frequenti da qualche settimana.
Il vento, leggero e quasi fresco, ti aiuta a chiederle: “Senti freddo? Se vuoi ti scaldo io!”
Subito, ti rendi conto che hai detto una cosa scontata, che hai ascoltato oggi pomeriggio a un’esterna di “Uomini e Donne”.
Ma, è ciò che veramente volevi. Un abbraccio. Il suo abbraccio. Sentirla tua, odorare la sua pelle, ascoltare il battito del suo cuore. Il suo respiro. Respirare insieme per qualche secondo. Attimo.
Lei scansa le tue braccia. Ti dice che si frequenta con un altro. Tu pensavi, credevi di farcela questa volta a presentare la tua lei ai tuoi genitori.
E invece no! 
Le onde sono già a riva.
Scomparse.
Lei si allontana.
Tu continui a guardare le onde all’orizzonte.
Inizia a piovere.
Le tue lacrime si confondono con quella pioggia incessante. Rumorosa.
Rumorosa come il tuo cuore, ogni volta che viene infranto. 💔💔💔


Mil besos,

Em@

19 settembre: 3 parole

Buen@s, 

Le mie tre parole del giorno sono:

Prima parola: pioggia. Da oggi piove. Poi smette. Poi piove di nuovo. Per fortuna, il mio turno con i cani è finito alle 17.30. Quindi libero più dell’aria. Anche se devo cucinare, poi fare i piatti. Oggi, ho già pulito: cucina, bagno e camera. Per scrivere queste righe, ho chiuso i cani in cucina. E sembra che si stiano comportando bene.

Seconda parola: travestimento. Ho un’amica (un amico) che si traveste. Indossa abiti femminili ed incontra uomini “etero”. Alcune volte, mi manda le foto di chi incontra. E devo dire che sono dei padri di famiglia o fidanzati, realmente, boni. Questa sera incontra un ventenne ben messo, in tutti i sensi, che pensa di fare sesso con una donna. Che è un uomo.

Tramite lei/lui, sto scoprendo che il travestitismo è un mezzo che ti permette di giocare realmente con chi vuoi, senza essere giudicato. Questi uomini che vanno con Lei/lui sono gli stessi che, di giorno, sono omofobi e razzisti. Di notte, etero che diventano gay. Nella maggior parte dei casi, gay passivi (ovvero coloro che lo prendono! Scusate la schiettezza)

Terza parola: dolce. Amo i dolci e adesso mangerei mezza crostata. Ma, da oggi starei a dieta. In settimana, vorrei farmi le analisi, e secondo la mia testa se mangio bene, i risultati saranno migliori. In realtà, mangio bene, tranne il sabato sera e la domenica, che vado dalla mamy.

Il sostantivo dolce, lo trasformerei in aggettivo, da associare alla mia cagnolina Bianca. Bianca è dolce. Non una dolcezza zucchersa. Qualcosa di diverso che non so spiegare.

Vi lascio e vi mando,

Mil besos, aspettando di sapere quali sono le vostre tre parole del giorno.

Em@

128: 7 settembre

Buenas, 

Piove, senza interruzione.

Case aperte, nonostante il tempo. Aperte, nel senso, che c’è qualcuno.

Qualcuno che ascolta, dalla finestra, la pioggia che cade.

Che sbatte contro macchine appena comprate. Che si infrange in capelli appena lavati. In sguardi appena percepiti. Sinceri. Sinceramente innocui.

Due passanti passeggiano. Ombrelli firmati, vestiti di marca. Parole che escono senza sapere quale direzione prendere. Parole che escono, così, per riempire uno spazio. Per riempire il tempo, che, ahimé, inesorabilmente, passa.

 

Piove, senza interruzione.

Due bambini, giocano con due cani, estremamente viziati. Si buttano a terra, alla ricerca di giochi, da ritrovare sotto letti che non hanno mai consumato. Letti puerili, con coperte di Spiderman.

I genitori, in un’altra stanza, litigano. Aiutati da questa pioggia incessante, che nasconde le parolacce, le grida. Gli spintoni, i graffi.

Uno di loro, esce. Lui, ora fuori la porta di una casa singola, mentre la pioggia lo bagna completamente. Pensa che deve cambiare. Devono cambiare le cose.

Non può andare avanti così. Lo deve fare soprattutto per i suoi figli.

 

Piove senza interruzione.

Un uomo si allontana dalla sua casa. Sa che non tornerà più.

Due bambini continuano a giocare con due cani dispettosi.

Una donna, seduta vicino a un camino spento, si fuma una sigaretta. Anzi due. Anzi tre.

Trema perché ha paura. Paura di rimettersi in gioco. Sola, senza nessuno.

 

La pioggia cessa di esistere.

Le nuvole si allontanano, il cielo si apre.

E’ tornato tutto com’era prima.

Solo apparentemente.

 

Mil besos,

Em@

88: Un po’ di me #12

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Lluvia, oggi, chieti

9 giungo

Buenas,

ho appena finito di fare stretching. Sto per terra, mentre vi scrivo. E mentre Pedro mi lecca con estremo ardore i piedi, affaticati da un lungo camminare per vie centrali. Vie oggi vuote a causa di una pioggia incessante. Che ha rinchiuso in casa i soliti passanti, che solitamente si trovano per il corso.

Ora, il solito Pedro, è salito sul letto e mi guarda con occhi spiritati, ma lo ignoro perché oggi mi ha rotto un bel po’. Ha pure ragione, però, perché nel pomeriggio non ha fatto la solita passeggiata.

Ho dovuto portarlo in un vicolo chiuso per fare i bisogni. Un vicolo dove la pipi’ dei cani regna indiscussa. Dove una signora predica perché ha la finestra che si affaccia su questa oasi di pipi’. Anche la signora ha ragione. E io non so che dirle. Mi porto l’acqua per pulire la pipi’. Ma, più di questo non posso fare.😦

Tornando a noi. Oggi mi sento “piovoso”. Come il tempo. Immagino di avere qualcuno al mio fianco, mentre distesi sul letto ci scambiamo dolci effusioni. Uno carino, giusto. Uno che si perda nei rumori della pioggia e si lasci riscaldare dal sottoscritto, che lo riempie di carezze (tipo film romantico dove uno dei due deve partire per un lungo viaggio e la sera prima si ritrovano sul letto dove hanno fatto amore per la prima volta! Ahhaha).

A voi vi è mai capitato di sentire la pioggia con uno/a che vi piaceva veramente? Con uno/a che si stava zitto/a e sapeva ascoltare, senza parlare per ore di filosofia orientale o di politica comunale?
A me no, quindi lo immagino. 😈

Stamattina, sono andato a comprare il pane a Piazza Malta, a circa 15 minuti da  casa mia. L’unica piazza del mercato abbastanza grande che è rimasta a Chieti. Ci vengono contadini dalle zone limitrofe e vendono frutta e verdura. La clientela è anziana perché le nuove generazioni prediligono il centro commerciale.

In questa piazza, c’è anche uno dei forni più buoni di Chieti. E oggi per voi, solo per voi, ho comprato il dolce che vedete di seguito. Un dolce inventato da Carmelina, una delle proprietarie del negozio. Si chiama “la cupola“. Esteriormente ha una presenza scenica limitata, ma è molto salutare.  Sembra un ciambellone, fatto con limone e mandorle. Ma che bontà! (Io generalmente mangio dolci solo a colazione! Eh!)

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La parola del giorno è pioggia. Vi lascio con una frase di Hemingway, autore che ho scoperto da poco (ora sto leggendo Fiesta).
 
Amo ascoltare. Ho imparato un gran numero di cose ascoltando attentamente. Molte persone non ascoltano mai.”
 
Frase alla quale do un significato ulteriore, ovvero che anche le pause in un contesto d’amore, mentre fuori piove, vanno ascoltate. E non riempite per forza.

Stasera pizza. E non devo cocinar! Yuppy.

Buona serata,
Em@