Primo Viaggio

Rumori accompagnano questo viaggio.

Come un paesaggio di alberi, case e emozioni, osservo la pioggia che cade.

Interrottamente.

Non nevica altrimenti ci sarebbero volute le catene.

Catene che legano storie di persone che non conosco. Che telefonano. Che dormono. Si sdraiano. Ridono. Forse parlano troppo.

Seleziono cose da fare per non pensare altrove.

Cerco il blu come sottofondo e continuo a camminare verso la meta: fine di un primo viaggio.

Primo Settembre

Primo settembre. Tutto torna, come in un vortice: negozi finalmente aperti, sguardi più riposati in attesa dell’inverno. Le amiche che si scambiano i selfie dell’estate, quelli che hanno dimenticato in archivio. E non anno potuto mandare.
Primo settembre: un nuovo inizio. Programmi che si immaginano. Adrenalina a mille, per via del primo giorno d’asilo dei figli. Per via, dell’aria che dovrebbe pulirsi. Diventare limpida e con un colpo di vento darci uno schiaffo per ricominciare. Di nuovo. Un nuovo inizio che propone sempre speranza e voglia di riuscire. Di riuscire a fare qualcosa. Per noi e quello che siamo!

Buon Primo settembre!

122: Primo Settembre 

Buenas,

sono stato assente per un paio di giorni, perché non avevo voglia di far nulla, tantomeno di scrivere. In questo frangente vuoto, mi sono esaurito. Anche se ho capito che non posso fare a meno di raccontarmi. Raccontare. Perché la scrittura mi rende vivo. Vivo negli attimi bui della vita. Vivo e basta.

Ho deciso che da oggi, e per tutto il mese di settembre, scriverò sempre. Un post al giorno. Tranne in casi eccezionali, dove gli avvenimenti prenderanno il sopravvento. Ma, questo non lo so ancora.

Scriverò usando il “format” “Un po’ di me”. Dentro il quale metterò storie, emozioni, sensazioni che giornalmente assaporo. Che giornalmente mi danno una scossa, per allontanarmi dalla stasi. Che a volte mi logora.

Il post uscirà o la mattina o la sera. A seconda degli impegni, visto che ho riniziato a lavorare e a leggere a pieno ritmo.

Lo so che leggere non è un lavoro, ma per me è un impegno quotidiano. Per voi lo è?

Vi lascio! Dicendovi che a breve mi trasferiro’ e che vi racconterò anche questa experiencia.

Mil besos 😚,

Em@

Giorno Primo

Sono tornato, in realtà non sono mai sparito. Ho capito solamente che il mezzo facebook, non è un mezzo adatto a me. Per scrivere, per raccontare. È una realtà troppo veloce, che corre. In fretta.
Avevo pensato anche di scrivere un libro, ma in quel caso la riflessione prende il sopravvento. Il libro, al contrario è troppo lento. Ti immergi in situazioni belle, scopri cose nuove, ti addentri nel profondo. Ma, la comunicazione non è istantanea. E non è detto che quello che scrivi venga letto, perché nella maggior parte dei casi viene chiuso nel cassetto. E la chiave buttata.
Scriverò, come se scrivessi un diario. Come se scrivessi a qualcuno, che in realtà sono io. Perché scrivere a qualcuno che sei tu è il miglior mezzo per capire chi sei, chi sono gli altri. E chi è la realtà che ti circonda.
Come sempre non parlerò di me, in prima persona. Parlerò di ciò che accade, prendendo spunto da ciò che vedo e percepisco. Non dirò mai: “Sono andato al cinema e ho mangiato le patatine di tale marca”. Perché la comunicazione minuziosa e commerciale non mi appartiene. Senza criticare chi lo fa. Inoltre, non scriverò per obbligo, perché la scrittura obbligata solo per postare qualcosa, non mi appartiene nemmeno. Non scriverò nemmeno per fama e successo, perché la scrittura perderebbe il senso.

Grazie a chi mi seguirà e anche a chi non lo farà,

Morel