Domenica d’agosto (o di fine luglio)

Le città di provincia si svuotano di domenica, d’agosto.
Il vento non è né caldo, neanche freddo. Tutto sembra fermo. Anche l’acqua della fontana perde vigore. Il vigore del lunedì.
Una signora con i capelli bianchi, dopo la morte del marito, ha preso un cane. Da allora è diversa.
Felice per qualche secondo.
Ora, Lei, seduta ascolta il silenzio. Il vento. E il respiro, a volte, affannoso di questo cane bianco.
Bianco come la semplicità.
Bianco come i padri che fanno il loro dovere.
Bianco come la camicia bianca di un ragazzo, che porta a passeggio il nipote. Troppo rumoroso per i miei gusti.

Di domenica, d’agosto, le cicale cantano ancora. Ahimé.
Stravolgono, insieme a un vento inaspettato, solitudini ferme.
Ferme come una foto in bianco e nero, dove il colore non esiste.
E dove le immagini non ritoccate conservano pudori oramai scomparsi.

44: Nel buio profondo della notte

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Vero Amore, aprile 2015

 

In una città di provincia qualsiasi, nel 1989

Il buio nasconde, rende ancora più anonimi cani randagi che non hanno affetto. Dimora.

Il buio è profondo. Profondo come il mare. Nasconde relazioni anonime di due amanti maschi, che si vedono due volte a settimana in una ritmo grigia di seconda mano.

Il buio non sa di me. Né di te. Non sa nulla. Sa solo che qualcosa accade. Ma, non lo rivela a nessuno.

Non lo rivela al tuo capo, che ti sta con il fiato sul collo, dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle sei di sera.

Non lo rivela a tua moglie, che dorme beatamente tra cuscini colorati, che sanno di quasi primavera.  Mentre, tu, in bagno, ti tocchi. Pensando a un’altra. A un altro.

Il buio della notte sa di salsedine marina. Quella che senti alle otto di sera, sul mare. Quando la giornata è finita. E i bagnanti assidui e ripetitivi sono andati via da ore.

Nel buio della notte, i due amanti maschi di prima, nella ritmo grigia chiusa a chiave, si accarezzano. Si scambiano effusioni. Effusioni realmente sentite, che si alienano di giorno.

Programmano le cose da vedere, da fare insieme. Pur sapendo che nulla di quello detto sarà possibile. Perché ognuno ha una moglie e dei figli. E di giorno è un’altra persona.

Nel buio della notte, Marco e Luca, sono sinceri. Veri. Reali. Realmente innamorati. Allontanati dal giorno di sole, che è profondo come il buio dell’anima interiore. Profondo come il male di vivere profondo, che non riescono a scacciare.

Nel buio profondo della notte, mentre cani randagi dormono, due amanti maschi si salutano.

Salutano quello che sono due volte alla settimana, in una ritmo grigia.

Salutano, con un semplice ciao, loro stessi.

Ciò che sono veramente.

Soli (Solo) nel buio profondo della notte.

Un bacio,

Em@

Musica di sottofondo: