82: Un po’ di me #7

 

Quattro Giugno

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Chieti, Corso Marrucino, Stamane

Buenas,

eccomi di nuovo! Oggi scrivo prima perché il sabato riposo. Quindi, ho più tempo a disposizione. Tocco i tasti, ancora con un dito malandato. Ma, non è la fine del mondo!

Pedro è qui vicino a me. Un’ ombra in carne ed ossa che mi segue ovunque. E comunque. Sta dormendo! Dorme quasi profondamente, anche se ha gli occhi socchiusi e, a tratti, mi guarda come se mi volesse dire qualcosa. Come se mi volesse dire: “Non andartene! Perché devo dormire! E se ti alzi non ho voglia di seguirti fino alla cucina, nonostante l’ora di cena si avvicina!”

Luca è al lavoro ed io sono appena tornato dalla libreria, dove ho parlato per circa un’ora con la mia amica libraia. Siamo andati anche al bar, prima dell’apertura, e, a causa sua, ho dovuto mangiare volentieri una specie di bomba alla crema, a forma di cannolo. Lei è nel periodo del mestruo, quindi ha bisogno di dolci per sentirsi meglio. Io sono nel periodo della dieta, quindi ho bisogno di dolci per aumentare le calorie, che immediatamente dovrei perdere!

Stamane ho pulito, ma con la scusa del dito ho fatto il minimo ed indispensabile.

Poi sono passato al negozio di un mio amico, che si è appena lasciato, dopo una relazione di tre anni e mezzo con una tipa. E ora, nemmeno dopo una settimana, va alla ricerca di un’altra. Capisco che forse da parte sua non c’era amore, ma come si fa a troncare un rapporto e subito dopo a cercarne un altro? A riniziare tutto dal principio: i primi appuntamenti, gli scambi di sguardi in una cena a lume di candela, il primo cinema e le mani che si sfiorano, la prima pomiciata in macchina, mentre fuori è quasi giorno e i primi lavoratori si accingono a prendere l’autobus.

Io non ci riuscirei. E’ vero che c’è la fatidica formula del “Chiodo schiaccia chiodo”. E che in molti casi ha trasformato queste relazioni appena nate in matrimoni dopo un anno e figli dopo due, ma mi sembra tutto troppo veloce.

Perchè dopo tre anni di relazione, c’è un’abitudine che viene a mancare, una presenza che viene a mancare, un rapporto simbiotico che improvvisamente cessa di esistere.

E dopo tre anni, credo che si debbano metabolizzare queste perdite, nonostante non ci si è amati profondamente. Nonostante (forse) ci siano state corna. Comunque: ognuno ha un modo di agire, che rispetto.

Io che sono un tipo passionale, ora starei sotto un treno e non riuscirei ad alzarmi dal letto. Anche se sono più maturo rispetto all’adolescenza, anche se, a volte, vedo le cose in maniera distaccata per non soffrire.

Boh! Voi che pensate?

Da lunedì, vorrei iniziare a scrivere un libro. E’ un’impresa, che ha bisogno di tempo e dedizione. E poi non hai nessuna certezza, che il tuo progetto (come si dice oggi per qualsiasi cosa) vada in porto. Voglio sperimentare nuove forme di comunicazione, diverse dal racconto, diverse dal blog, che ha una comunicazione più dinamica.

In realtà, già ne ho scritto uno, che è rimasto chiuso nel cassetto. L’unica casa editrice che mi ha risposto, e che non voleva soldi per pubblicarlo, è stata “Sellerio”, che l’ha trovato ben scritto e ben fatto. Solo che erano in ristrettezze economiche. Non so se crederci o no, ma sono stato contento della recensione.

Ora, vi lascio. Non so se vado a cena fuori, o ordino la pizza! Qualcosa mangerò.

Qui, ora sta quasi piovere! E l’umidità diventerà padrona indiscussa di questo sabato di giugno.

Ah dimenticavo (come sempre)!

La parola del giorno è SOLITUDINE.

La solitudine, a volte serve, per ritornare alla vita e non fare gli stessi sbagli del passato (almeno provarci!).

Buona serata!

Em@ e Pedro dormiente.

70: Un po’ di me #1

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Io, selfie

 

Ciao Cari! Come state?

In questo post,  ho intenzione di svelarvi dei segreti (che poi tanto segreti non sono!) che si celano dietro alle storie che settimanalmente scrivo. Sono storie che prendono spunto dal mio vissuto, dalle mie esperienze passate e dalla mia vita quotidiana.

E proprio dalle immagini, che vedo giornalmente, nascono le storie che racconto, anche se molte volte parlo in terza persona o assumo il ruolo femminile per raccontare una situazione o un luogo.

Partiamo subito!

Questa settimana ho scritto tre racconti, che trovate nella categoria “storie”: Quel pezzo di strada; Notti insonni; Due felicità che mangiano spaghetti.

 

In Quel Pezzo di strada ci sono tre elementi che voglio rendervi noto: la lettera d’amore, la strada protagonista del racconto, la panchina dove i due innamorati si incontravano ai tempi di scuola.

  • La lettera d’amore è un dolce oramai tipico di Chieti e si può trovare nel Bar D’Orazio, sito all’interno di un vicolo caratteristico della città. E si può trovare al Caffè Vittoria, un bar centrale e molto grande, dove parecchi anni fa (nel 1982) ci hanno girato persino un film: Sciopén. Film, che nel 1983 ha avuto nominations ai David di Donatello.

 

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Lettera d’Amore
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Lettera d’Amore e Pedro
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Bar Vittoria, foto web

La lettera d’amore è un dolce che ho conosciuto grazie a mia madre che, quando non andava a scuola, insieme alle sue amiche di Manoppello (paese di cui sono originario), andava al bar D’Orazio o al Caffé Vittoria e mangiava insieme alle sue best friends questo dolce, che è essenzialmente fatto di pasta frolla con all’interno uvetta, canditi e cannella.

  • La strada protagonista di questo racconto è quella che faccio giornalmente con il mio cane/perro Pedro. Una strada dove c’è realmente una scuola, l’Istituto Commerciale Galiani, e dove ci sono un tabaccaio e un bar. Una strada non molto centrale, piena di alberi, che ha preservato la sua autenticità. Per fortuna!
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Istituto Commerciale Galiani, Chieti, oggi

 

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Pezzo di strada con Tabaccaio e Bar. Di fronte c’è la scuola Galiani. Chieti, oggi

 

  • La panchina si trova poco prima la scuola, al Panorama della Civitella (anfiteatro romano purtroppo conservato male, malissimo direi!). Questo è un luogo fantastico dove i tramonti sono realmente goduti e dove vedo sempre giovani che cacciano lingue, senza mai fermarsi. Beati loro! AHAHH
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Panchina e Panorama, Chieti, oggi

 

Per Notti insonni, mi sono ispirato alla mia storia personale. Per un periodo lungo ho sofferto di ansia, attacchi di panico e depressione. E la notte non riuscivo a dormire. I pensieri realmente non si arrestavano e la mia povera testolina la mattina era distrutta. Il letto è quello della mia camera. Non ho una foto, ma è un letto normale. Ahaha

Come nella storia, mi capitava di prendere un libro e iniziarlo a leggere, ma mi colpivano solo le parole che aumentavano la mia ansia. Il mio panico.

Per quanto riguarda la storia della donna che perdeva il bambino, mi sono ispirato a quella di una mia amica, che purtroppo ha perso un bimbo nella stessa maniera e ne ha sofferto molto.

L’ultimo racconto, Due felicità che mangiano spaghetti, ha come protagonista un disegnatore e come soggetto di riflessione un uomo.

  • Il disegnatore l’ho preso in prestito dalla mia lettura settimanale di un fantastico libro di Cesare Pavese, La bella estate, dove la protagonista sedicenne Ginia si innamora di un pittore. Io, ho usato il disegnatore poiché so disegnare, ma non dipingere.
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La bella estate di Pavese, 10 euro, Einaudi

  • L’uomo pienotto con gote rosse, l’ho incontrato al bar dove prendo il caffè il pomeriggio. L’uomo era solo e mangiava questo piatto di spaghetti, così come è stato descritto nel brano. Ma, era la prima volta che lo vedevo.
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Bar Trinità, Piazza Trento e Trieste, Chieti

Ho voluto dirvi queste cose, perché così conoscete anche chi sono realmente. Altre cose, me le tengo nascoste, perché è giusto così. Non si può svelare tutto! No?

  • Vi lascio il mio indirizzo di studio perché mi piacerebbe conoscervi per lettera. Per avere un contatto epistolare. Chi è interessato, può scrivermi! O può mandarmi il suo indirizzo per mail: potere.emanuele@virgilio.it

 

Emanuele Potere

c/o Studio professionale Di Iorio

Via Ravizza, 84

66100, Chieti

 

Buon fine settimana,

Em@