Mancanze #3

Caro diario,

io, ho vissuto in una grande città. E la percezione delle cose è diversa. Tutto corre veloce, senza sosta. Tram, automobili, metro. Gente. Gente e altra gente.

La gente, che torna dal nord, per la questione di cui tutti sappiano (#coronavirus), secondo me non si è resa conto del problema.

Non ha letto nulla, non si è informata. Non ha capito.

Ha continuato a vivere come sempre, salutandosi amorevolmente, correndo da una parte all’altra, facendo aperitivi. E chi più ne ha, più ne metta.

Quando, ieri, ha capito che la Lombardia “veniva chiusa”, ha fatto le valigie.

E, a tarda sera, ha preso il treno…direzione sud.

Questa per me è una mancanza di rispetto. Una non curanza della propria persona e delle famiglia. Un “vado a casa dalla mamma, che sto a fare per un mese a Milano!”

Posso capire il panico, l’ansia, il non riuscire a gestire la situazione. Ma, non capisco la mancanza di informazione, l’ignoranza (nel senso di ignorare) e la mancanza di responsabilità.

Detto ciò, caro diario, ti saluto da una città piccola. Dove tutto trascorre lento, dove gli anziani non hanno ancora capito che si devono stare a casa. Dove il tempo è lento. E la paura, forse, ridimensionata, perché col tempo lento già percepita.

Em@