Rosa gialla

Una mattina mi sono alzato. Guardato allo specchio. Lavato. Pettinato.

Sono uscito, aspettando qualcosa. Ma, non ho avuto nulla. Nada. Niente.
Prima di tornare a casa, ho sostato su uno scalino.
Ho visto: una mamma bella ed ego(centrica) ed un bambino pestifero.
Ho ascoltato: una musica assordante proveniente da una pizzeria periferica.
Ho mangiato: un panino che avevo in borsa, pregustando una mortadella mai aperta. Perché troppo calorica.
Una sera, quella sera, tornato a casa, ho accudito la mia rosa gialla ed ho capito che aspettarsi qualcosa non è sempre un vantaggio.
Forse è meglio sedersi, capire e ascoltare.
Ascoltarsi.
Perché, prima o poi, l’atteso inatteso arriverà. E lo accoglieremo senza l’ansia di attenderlo.
Wow.

Rosa romantico

Una signora, che conosco, mi parla sempre di romanticismo. Ascolta musica romantica ed immagina. 

Mi racconta che quando era giovane aspettava il venerdì, giorno del mercato. In quel giorno, incontrava un giovane venditore, che la guardava.

La signora sottolinea che il loro non era un rapporto. Si attendeva quel giorno per guardare. Guardarsi. Forse immaginare. E aspettare, senza fretta, ciò che poteva accadere. O non accadere. 

133: 12 settembre

Buen@s,

Persa. Cerco una direzione. Bianco è il colore che vedo. Bianco reale. Non sporco o panna.

Bianco come la neve di dicembre.

La prima neve. Quella che cade incessantemente. E mi isola in una città che non mi appartiene. Non sono me stessa. Non sento vibrare emozioni che vorrei provare a cena, con un bel tipo, mentre ci guardiamo. E io gli dico: “Come sei carino!”

Lui però non mi risponde. Continua a guardarmi negli occhi. Accetta il complimento. E lo ricambia senza parlare.

Bianco come una pagina senza quadretti. Senza righe.

Un bloc-notes bianco, dove ci può disegnare, scrivere appunti. Frasi sospirate. Emozioni che trasformi in parole, che metti in una carta apparentemente uguale. Che d’improvviso diventa tua.

Bianco come un cane bianco.

Che ha paura, di tutto. Tutti. Che si ferma, ovunque. Perché qualsiasi rumore lo distrae. Qualsiasi persona gli mette timore. Poi, però quando gioca con gli altri cani, lo vedi libero. Felice. Con la coda che oscilla. E la fierezza di aver condiviso quell’attimo con i suoi amichetti. Poi, tutto torna uguale, quando lo riporti in strada. La strada che lo riporta a casa. Una casa che gli appartiene, ma che ancora non sente sua.

Persa. Cerco una direzione. Un colore. Qualcosa che renda speciali le mie giornate. Che le renda dinamiche. Vive. Come gli interni degli asili, con immagini tutte colorate. Come il parco giochi della villa, che si riempie di bambini, a qualsiasi ora. A partire dalle 15.30, ora che è iniziata la scuola.

Persa, cerco strade dinamiche, sentieri colmi di erba verde, forni che aprono alle quattro di mattina. Con l’odore del pane, dei dolci, che preannunciano una nuova giornata.

Una giornata particolare.

Forse azzurra, o verde.

Rosa

Mil besos,

Em@