115: Il giovane Törless

Il diario (3)

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Il giovane Törless, introduzione di Italo Alighiero Chiusano, traduzione di Andrea Landolfi, Roma: Newton Compton, 1995

Chiudo l’ultima pagina di libro. E rifletto e mi dico: “Che bel libro!”

Ho appena finito di leggere Il giovane Törless (o I turbamenti del giovane Törless, 1906), scritto da Robert Musil (scrittore tedesco) all’età di 25 anni. 25 anni, un capolavoro. Stento a crederci, ma è così.

E’ la storia di Törless, un giovane uomo, che studia in un collegio militare maschile. Ha due genitori, con i quali si confida attraverso delle lettere. Ed è “colpito” da Basini, un ragazzo più piccolo ed effeminato, verso il quale prova una profonda attrazione, ma nello stesso tempo ripugnanza.

Basini, inoltre, è oggetto di bullismo da parte di due studenti di questo collegio, Beineberg e Reiting, amici e confidenti di Törless.

Di questo libro, evidenzierò aspetti, che ritengo utili ai fini di una riflessione:

  • La crescita di Törless, la sua formazione. Aver sperimentato aspetti della sessualità, che molto spesso vengono tenuti nascosti. Per mancanza di coraggio, perché si devono seguire delle regole prestabilite. Regole interiori che, ancora oggi, aumentano la repressione e forme di aggressività.
  • L’omosessualità. L’omosessualità, all’epoca, era tenuta nascosta. In un silenzio assordante. In stanze, lontane dai luoghi usuali. Stanze che vedevano soprusi e violenze. Stanze vuote di giorno, che assistevano a atti sessuali di notte. Sesso senza amore. Sesso che esprimeva la vera natura.
  • L’omofobia. Beineberg e Reiting, non accettavano la loro sessualità. E dopo aver “consumato” con il povero Basini, lo aggredivano, colpivano, fino quasi ad ucciderlo. Cose che accadono anche oggi, dove uomini sposati ed estremamente virili, condannano l’omosessualità. E sono i primi ad unirsi di nascosto, soprattutto nel silenzio della notte, con persone dello stesso sesso.

Chiudo l’ultima pagina di libro. E rifletto e mi dico: “Che bel libro!”

Un libro scritto bene, con un ritmo incalzante. Pieno di contenuto e riflessione, ma nello stesso tempo facile da comprendere. Con un messaggio, messaggi, forti e diretti.

L’unica cosa, che naturalmente mi aspettavo, è che l’uomo che si assume le proprie responsabilità (in questo caso gli uomini: Basini e Törless), viene cacciato fuori, perché temibile. Perché non conforme a dei canoni vigenti. Perché la diversità fa paura.

Ancora Oggi.

Voto: 10