49: Tutto cambia

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16 aprile 2016

Ore 18.40

Eccomi di nuovo! Betty è di nuovo fra voi! E quindi?

Quindi vi volevo ringraziare per le belle parole, che mi avete lasciato nella mia prima pagina di diario. Grazie!

Da oggi sono io che risponderò ai messaggi, perché Ema mi ha lasciato la password del suo blog, e mi ha detto di scrivere quando voglio. E come voglio! Ahahah. Povero Em@!

Stamattina mi sono alzata nervosa. Mio marito non fa altro che fumare. E lavorare. Io sempre sola con i bimbi. E mai un momento insieme. Dopo il matrimonio, tutto cambia. Cambiano le priorità, poi i bambini, il lavoro, la scuola. La scuola, il lavoro. E io sto più esaurita del solito.

Poi, non faccio altro che pulire, per mantenere una casa decente. E’ vero che non viene mai nessuno. Pero, se dovesse venire qualcuno, almeno si può accomodare e sorseggiare dolcemente un tè. Ma, chi lo beve il tè? Sono una caffeinomane doc. E potrei solo offrire un caffè in maniera aggressiva. Betty la pantera! Mi ci vedete da pantera a offrire un nero caffè ai miei ospiti?

Un po’ pantera ci sono. Sono alta nella media. Capelli scuri, occhi tenebrosi e neri. Aggressiva al punto giusto e con delle labbra carnose. E non volgari.

Tornando al discorso del nervosismo, ho chiesto a mio marito di portare i bimbi al parco. E lui ha accettato. Mi sono rimessa a letto. Ho dormito per un’ora. Mi sono svegliata e preparata. Non avevo nulla per colazione. Mi sono fatta dei pancakes buonissimi (se volete, poi, vi do la ricetta!) e mi sono dedicata a me stessa.

A volte, pensiamo sempre agli altri, tralasciando quello che siamo realmente. Tralasciando i nostri desideri, i nostri obiettivi. E poi, diciamocelo, noi donne siamo il focolare della famiglia. E tutto ricade su di noi: le bollette, la spesa, parlare con le maestre, andare a riprendere i bimbi a scuola. Dialogare con le altre mamme, che con i messaggi su whatsapp, hanno scassato veramente i cosiddetti. Pulire la casa, portare fuori il cane, riprendere la cacca del cane, asciugare le lacrime dei figli, intersecare impegni e orari, far da mangiare e mettere a letto la prole.

Non dico che non mi piace fare tutto ciò. Vorrei solo dei momenti di libertà. Che mi potrebbero aiutare a capire cosa voglio fare realmente. Cosa della mia vita mi piace e cosa no. Vorrei capire se le cose con mio marito potrebbero prendere una direzione diversa. Forse non lo amo più. E vado avanti per il bene dei figli. Non parliamo quasi mai, non mi fa mai dei complimenti. Dà tutto per scontato, come se le giornate dovessero essere tutte uguali. Ed i ruoli sempre gli stessi.

Da oggi ho deciso che in qualche modo cambierò. Perché la vita è una sola e noi dobbiamo viverla assaporandone ogni aspetto, inciampando anche nello sconosciuto, che ci rende vivi. Mai statici. Sempre in movimento!

Un beso,

Betty la riflessiva.

 

 

 

 

Giorno Primo

Sono tornato, in realtà non sono mai sparito. Ho capito solamente che il mezzo facebook, non è un mezzo adatto a me. Per scrivere, per raccontare. È una realtà troppo veloce, che corre. In fretta.
Avevo pensato anche di scrivere un libro, ma in quel caso la riflessione prende il sopravvento. Il libro, al contrario è troppo lento. Ti immergi in situazioni belle, scopri cose nuove, ti addentri nel profondo. Ma, la comunicazione non è istantanea. E non è detto che quello che scrivi venga letto, perché nella maggior parte dei casi viene chiuso nel cassetto. E la chiave buttata.
Scriverò, come se scrivessi un diario. Come se scrivessi a qualcuno, che in realtà sono io. Perché scrivere a qualcuno che sei tu è il miglior mezzo per capire chi sei, chi sono gli altri. E chi è la realtà che ti circonda.
Come sempre non parlerò di me, in prima persona. Parlerò di ciò che accade, prendendo spunto da ciò che vedo e percepisco. Non dirò mai: “Sono andato al cinema e ho mangiato le patatine di tale marca”. Perché la comunicazione minuziosa e commerciale non mi appartiene. Senza criticare chi lo fa. Inoltre, non scriverò per obbligo, perché la scrittura obbligata solo per postare qualcosa, non mi appartiene nemmeno. Non scriverò nemmeno per fama e successo, perché la scrittura perderebbe il senso.

Grazie a chi mi seguirà e anche a chi non lo farà,

Morel