C’è solo la notte che mi fa compagnia

Notte. L’ho vista arrivare. Ecco, arriva. La finestra è aperta. Io, seduto osservo: il giorno, che si sgretola davanti ai miei occhi. Che hanno visto tanto. Oggi.

Ho visto il mio corpo che, nudo, tra coperte sgualcite, si dava a un altro. Passione estrema, senza sentimento. Sentimento dimenticato ai bordi di una strada, per un po’. Sono stato puro istinto. Come due cani. Come due gatti. Come oggetti senza definizione, che si incontrano. Poi sbattono. Ma, non sentono nulla.

Io, invece, ho sentito l’istinto. Una carica animalesca, che mi ha fatto essere libero. Vagare senza un obbiettivo, un appuntamento fisso. Una data. E’ vero le date servono, per il nostro equilibrio. Servono per andare avanti. A volte (come oggi), vorrei dimenticarle.

Ho visto il mio corpo, che si concedeva al sesso di un altro, conosciuto da poco. Conosciuto per caso, in un bar di provincia. Un bar dove vecchi si scambiano carte. Giochi. Consigli quotidiani.

Ho visto il mio corpo spingersi oltre. Oltre le solite convenzioni di due avvocati che si salutano per strada. Ciao come stai? Tutto bene. Punto.

Notte. Ecco, è qui. Guardo immagini di fuori, che pian piano hanno perso la definizione. Una mia amica cerca di chiamarmi. Lui già mi ha dimenticato. Da poco ha lasciato la ragazza. Vuole solo divertirsi. Posso capirlo.

La stanza odora di sesso. Ancora. Il suo corpo ha permeato la mia pelle. Che ho cercato di pulire. L’odore rimane. Forte. Fermo. Fisso.

Fisso la stanza. Lui non c’è. C’è solo la notte che mi fa compagnia.

61: #vitareale2

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Villa di Chieti

Forse sarà il tempo che non riesce a capirsi, forse saranno le mie cose che non ho, ma in questo periodo sono abbastanza vuoto. Mi spiego: la monotonia mi piace. La preferisco alle giornate di analisi, lauree e matrimoni. Ma, a volte questo essere grigio chiamato Monotono mi stufa. E non mi permette di concentrarmi, rilassarmi e fare altro. Quindi, mi porta in balia di uno stato di pensieri che non riesco a definire. Quindi, sto quasi di merda. Perché di merda stanno coloro che hanno problemi seri. E non io.

Comunque, dopo essere uscito dallo studio e aver portato a spasso il cane, mi sono fatto un giro in centro. Abito in centro storico e questo mi piace. Perché ci sono giornate da punto interrogativo, come oggi, in cui ho la libertà di uscire (senza prendere macchina o autobus) e di camminare perdendomi tra vetrine e palazzi storici. Amo le case che sanno di storia. Chieti è piena di palazzi signorili, pieni di cortili interni che sono la fine del mondo! Qualche volta mi intrufolo in un palazzo e posto foto!

Ritornando alla camminata. Amo camminare quando sto quasi di merda. Perché  nella camminata ritrovo quella carica persa in precedenza. Mi piace guardare la gente, anche se a volte rischio il pestaggio. Mi piace guardarla perché è come se respirarassi la loro linfa vitale e ne prendessi una parte.

Chi ho visto? Ragazzini super boni che andavano a scuola calcio, mamme che litigavano come al solito con le figlie, due ragazze travestite da Emma e Alessandra Amoroso, un ragazzo super super bono che pensavo mi guardasse, ma in realtà dietro di me c’era la ragazza.
Poi, ho visto la commessa del mio fruttivendolo che si è licenziata. E ora si apre un negozio in proprio. Ho visto il commesso alto e muscoloso di un altro negozio, che ora non lavora più in quel negozio. Per mia sfortuna!
Ho visto una mamma che ha dato della zingara alla figlia per via dei capelli disfatti, del grembiulino aperto e le scarpe slacciate. Poi ho visto tanta altra gente. Che non sto qui a elencare.

Infine, ma non infine, ho visto un clown. E la persona che si nascondeva dietro. Anche se non sono riuscito a decifrarla  bene. E ho amato entrambi. Perché io sono come un clown. Ho varie personalità, che a volte combaciano. A volte, differiscono. Ma, ci sono. Altrimenti non potrei scrivere storie e inventare situazioni.

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Io

Ciao e buona serata.

Stasera patate al forno!
E Pedro riso con carne macinata (porcellino!)

Em@