50: “Piangi Pure” di Lidia Ravera

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Ho appena finito di leggere Piangi Pure, di Lidia Ravera.

Edito da Bompiani, edizioni Vintage. Costo, 12 euro. Pagine, 366.

E’ un romanzo scritto bene, con una narrazione piacevole, divertente e, a tratti, buffa.

La protagonista è Iris, una donna di 79 anni, che si rimette in gioco. Una donna di forte temperamento, indipendente. Una donna che vuole vivere appieno l’ultima parte della sua esistenza. Si compra una macchina, vestiti nuovi. E rivela il suo amore al dottor C., uno psicologo di tre anni più giovane, gravemente malato. Si incontrano al bar, si conoscono, si stuzzicano, fin quando entrambi cedono all’amore. Quella parte esterna a noi, che molte volte rigettiamo per paura di viverla.

Le tre parole che rappresentano questo libro, per me, sono vecchiaia, ora e amore.

La vecchiaia come parte attiva della vita, in cui si apprezza il concetto del carpe diem ed in cui l’amore esiste. In maniera diversa, rispetto alla giovinezza e alla maturità. Ma, esiste.

Dal punto di vista dello stile, la cosa che ho maggiormente amato di questo romanzo è stato l’uso della prima e terza persona. Nella prima parte del libro, la protagonista della storia scrive un diario, in cui l’io narrante prende il sopravvento. Nella seconda parte, un personaggio esterno racconta la storia. Svelandoci realmente come stanno le cose in maniera oggettiva.

In conclusione, posso dire che il libro mi è piaciuto.

Voto: 8