diario

Giorno terzo

Ciao,
scusate per la punteggiatura, ma scrivendo dal tablet, a volte gli accenti, non sono scritti nella maniera giusta. Perdonatemi!
Sono sulla poltrona. Oggi relax totale. Ho mangiato a casuccia mia, senza nessun tipo di distrazione dolciaria. Meglio per me. E per fortuna dice il sottoscritto. Voi che avete fatto? Avete mangiato?
Mentre mi rilasso, penso. A nulla di filosofico. Oggi e’ festa.
Penso a quelle persone che hanno un’attivita’ o un lavoro importante, di vitale importanza a detta loro, che non fanno altro che lamentarsi o mettere alla berlina (in particolare sui social) le loro imprese lavorative. Tipo :”Stamattina mi sono alzata alle quattro ed ho dovuto fare questo, quest’altro e quest’altro ancora!” Ma chi cazzo te lo ha chiesto? Come se io tutti i giorni scrivessi: “Non riesco ad andare in bagno! Aiutatemi! Ho un pezzo di m… che fa fatica a scendere!” Scusate la volgarita’. Ma, quando ci vuole ci vuole. 😬
Poi, dico tra me e me: “Qui c’e’ un problema di fondo, perche’ chi vuole necessariamente esternare quello che fa, come lo fa e perche’ lo fa, ha un livello di insicurezza tale, che cerca l’appoggio diretto ed indiretto di qualcuno, per brillare.” Ricordiamoci che la luce sta dentro di noi e non fuori. Il fuori ci puo’ prendere pure per il culo. Come molto spesso accade. 😟
Dopo le professioniste, penso anche ai belli o ai finti belli. Sempre sui social. Chiariamoci 😁. I belli, sui social, sono sempre boni. Postano foto quasi per niente ritoccate, perche’ anche l’unghia del piede ha un valore aggiunto. Loro sono belli. Punto. Quando scrivono “Ops! Sono uscito male”, li ucciderei di botte. Li’, in quel momento, che il bello decade. E per me dimenticato nell’oblio. Ci risiamo ancora una volta con la parola “Insicurezza”. E io che non volevo fare le filosofie!
Infine, per oggi, ci sono i/le finti/e belli/e. Quelli/e brutti/e nella realta’, che postano foto alla Bele’n, mentre si fa il bagno, cosparsa da oro, incenso e mirra. E ci riescono anche bene! A volte, sono la fotocopia della mamma di Santiago, ma quando li/le vedi dal vivo, puoi solo farti una risata. E basta.
Infine infine, volevo solo dire che l’insicurezza esternata la brucerei al fuoco, come le costatine di agnello. Mentre, l’insicurezza nascosta, quella che non appartiene alle professioniste, ai belli e i brutti dei social, la userei per capire molte cose.
Perche’ diciamocelo l’insicurezza senza conferme ci porta a superare i nostri limiti. Quella con conferme, a non andare avanti.
E io che volevo dire solo due cose!

Il vostro Morel…
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Emanuele Morel

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