Anche io ho diritto a vivere

Sola in questa stanza.
Osservo il mare. Altrove.
Vento, raffiche di grandine.
Grandine che distrugge.
Macchine rotte. Niente intorno.
Guerra. 1915.
La stanza è vuota. Solo una coperta che mi copre.
Copre la mia pelle rossa. Le lentiggini.
Il seno penzolante.
Ho 60 anni.
E non so che fare?
Amare. Parlare. Giocare. Sognare.
Ho 60 anni. E quindi?
Anche io ho diritto a vivere.

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Sembrerà fermo

Da novembre, improvvisamente siamo arrivati ad Agosto.

Il cielo è limpido. Nessuna nuvola. Forse un caldo atipico. Tipico, forse, dopo un mese di frescura e pioggia incessante.

I cani soggiornano, lieti, nella loro cuccia.

Io, cerco di capire cosa voglio. Voglio solo riposarmi e vivere, senza l’ansia di dover essere qualcuno. Apparire. Godere perché si deve godere.

Oggi, cucinerò, studierò. lavorerò, prenderò un po’ il sole.

E leggerò.

Andrò lontano con la mente.

La calma si impadronirà di me.

Il tempo sembrerà fermo. Per un attimo.

Gioco, toccandomi

Sereno percorro strade. Anche se non le condivido. A volte.
Le sfioro. Le tocco con un dito.
In autunno, fa freddo.
Come oggi. Siamo a maggio
e fa freddo.
Come passa veloce il tempo?
Maestoso ci ricorda situazioni
piacevoli. Orgasmi interrotti.
Case chiuse. Sapore di sesso.
Oggi, sono sessualmente navigante verso
strade che non si vedono.
L’amore non l’ho mai
sperimentato. O non esiste?
Ho voluto bene, in
un silenzio perfetto.
Ma…non ho mai pianto per il mal’d’amore.
Forse, una volta all’università per uno.
Che partiva per l’Erasmus.

Sul far della sera
non ascolto.
E dovrei farlo.
Gioco,
toccandomi.
Gioco,
senza pensare
a nulla.

Ci sono signore che si “rivestono”

Ci sono signore “che si rivestono”. Soprattutto di domenica. Giorno di festa. Giorno del Signore.
Queste signore, oltre ad indossare giacche eleganti, calze intatte e scarpe tirate a lucido, vanno dal parrucchiere, di sabato.
Queste signore, di domenica, percorrono corsi paesani e cittadini, per ore. Senza mai stancarsi.
Non rimproverano i figli. Non ascoltano il marito, né l’amante.
Ci sono solo per le Amiche, con le quali si confidano. Ridono. Scherzano. Piangono. Ascoltano. Senza pretendere nulla.

Ci sono persone che amano il sole…

Ci sono persone che amano il sole. A primavera. Anche in inverno, in estate. Anche in autunno, sicuramente.
Queste persone sono nere sempre, pensando di essere naturali. E poi, si fanno le lampade.
Lampade che le fanno diventare ancora più nere.
In estate, queste persone sembrano africane. E se dici loro: “Come siete abbronzate?”
Loro ti rispondono: “Abbiamo fatto solo un giorno di mare! E’ tutto merito della genetica!”

Tensione emotiva

Ho il collo distrutto. Troppa tensione o emozione?

Alla fine, ogni volta, che devo fare qualcosa, sto cazzo di collo mi uccide.

Non mi uccidono le bare, i morti, il sangue, i viaggi, le persone antipatiche, i biscotti crudi o cotti.

Mi uccide il collo. Tensione, misto a emozione. Misto a sensazione. Sensazione emotiva. Contagio emotivo. Emotivamente malato.

Malato come una cagna che urla (che Mi fa tenerezza da morire!)

Anche io quando urlo nella mia tensione, mi faccio paura. Dopo qualche giorno, ricordo i giorni di mal di collo con eterna armonia.

Bianca la mia cagnolina, la amo da impazzire. Buona dolce tenera. Siamo uguali. Lei, come me, ha paura. Ma, da dove cazzo nasce questa paura insignificante, con il collo in tensione, misto a commozione?

La paura nasce da dentro. E lo sappiamo.

Un giorno, vorrei alzarmi, mandarla a fanculo. E essere riposato, come quando stai in vacanza, prendi un caffé e un cappuccino. Cappuccino, no! Mi fa andare in bagno.

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Come quando stai in vacanza, prendi il sole e un caffé. Il tempo è statico. Staticamente rilassante. Non aspetto nessuno. Né ti aspetti nulla.

Sono logorroico oggi.

Ma è così. Devo sfogarmi in qualche modo, dopo aver fatto di tutto e di più.

Domani vi dirò.

Forza e coraggio,

Em@

Colori

Quante volte sdraiati a vedere altrove. Silenzi, nascosti, che fanno paura.

Quante volte a chiederti verità che non conoscevi. Perché ognuno ha la sua verità. E’ tanto semplice. Ma, ci si ostina a voler cambiar gli altri. Non è così?

Quante strade percorse, senza aver paura di sbagliare. Ma, sbagliavi sempre. Ma, riprovavi. Fino a quando c’era la forza. La forza c’è sempre. No?

Quante volte al cinema. Dietro. A baciarsi di nascosto. Senza un telefono che emana una luce fastidiosa. Un beep che notifica.

Quante volte ti hanno chiuso il portone in faccia. (Te l’hanno rotta la faccia). Oramai è nera. Blu cobalto. Viola. Oramai non ci fai più caso ai colori.

Colori che vagano senza direzione. Si mischiano. Diventano arcobaleno. Realtà pura. Diventano sole, che acceca. Violini che suonano. Amplesso carnale. Voglia di fare un pompino a chiunque. Mamma che gioca a pallone, che rompe le palle alla maestra (povera maestra!). Mamma che non ascolta, perché il figlio viene prima di tutto.

Colori che sbocciano a primavera. Che rendono blu ciò che è nero. Nero. Morte. Bare interrotte da parenti serpenti. Amici che litigano durante il funerale.

Sono colori che corrono insieme.

Anzi, siamo colori.

Che passano.

Si scontrano.

Incontrano stelle

o erbe selvatiche.