Sto tornando!

Un treno passa.
Mare in tempesta.
Signora che parla.
L’amica è morta.
Poverina!


La signora piange.
Guardando il mare.
L’orizzonte.
Il sole che si intravede.
Le nuvole lontane.


La signora è triste.
Qualcosa è cambiato.
Una presenza in meno.
Un’amica in meno.
Una voce in meno.

Prende il telo.
Ed inizia a camminare.


La signora, ora, è sola.
La figlia la chiama.
E le dice: “Dove sei?”
La signora risponde: “Sto tornando!”

Annunci

Ci sono persone che si buttano

Ci sono persone che si buttano, senza pensare al domani. Scansando i problemi di oggi e ciò che è stato ieri.
Queste persone sono spericolate e anche se non conoscono lo sconosciuto, si lanciano a capofitto.
Queste persone, se da un lato sono da invidiare, perché nel vuoto possono trovare la loro realizzazione, dall’altro lato sono pericolose perché non guardano in faccia a nessuno. E vanno avanti, ignorando le basi, l’educazione e il rispetto per gli altri.

Ci sono persone che riguardano

Ci sono persone che “riguardano”. Ti scrutano intensamente. Vorresti dire loro: “Che vuoi?” “Ma chi ti conosce?”

Sono persone che ti fanno una radiografia, una tac o un’analisi del sangue, solo guardandoti.

A loro non interessa con chi sei, che fai o dove sei.

A loro interessi tu: linfa vitale delle loro giornate, forse monotone. Forse noiose.

Senza parole…

Il viaggio è una scoperta continua.
Una meta mai definita.
Un appiglio alle giornate di noia. Alla monotonia.

Il viaggio non è una stanza d’albergo.
Un selfie definito alla perfezione.
Una notte di sballo. Ubriacarsi fino a vomitare.

Il viaggio è un’aria nuova. Un albero definito da foglie ancora verdi.
Un bambino che parla francese.
Una donna che ha un colore diverso.
Una musica nuova, anche se ascoltata parecchie volte.

Il viaggio è un libro vero. Che racconta, anche senza parole.

Tutto bene!

Gentile.
Cammino.
Altrove
mi osservano i mostri.
Mostri del mio passato.
Non mi fanno più paura.
Ciao, Mostri!
I Mostri sono odiosi.
Ti annientano.
Odiano.
Sopprimono.
Ti disorientano.
Panico.
Sudore.

Cammino.
Gentile, con tutti.
Ciao, come stai?
Tutto bene!
E tu?

Aspettando la pioggia

Mi siedo.
Vedo fuori.
Una nuvola.
Forma distratta di un temporale che sta arrivando.
Grigio.
Rosa.
Rosso.
Verde è il mio colore preferito.
La Primavera. La natura. Gli Alberi che delimitano.
Delimitano giorni, vite. Situazioni.
Qualcuno da lontano mi saluta.
Gli dico: “Ciao! Come stai!”
Lui:”Bene!”
Se ne va!
Sono ancora fuori.
Seduto.
Aspettando la pioggia.