Pubblicato in: Poesie

Per lei di G.Caproni

Una poesia. Una dedica. Essenziale. Intensa.

Per lei voglio rime chiare,
usuali: in -are.
Rime magari vietate,
ma aperte: ventilate.
Rime coi suoni fini
(di mare) dei suoi orecchini.
O che abbiano, coralline,
le tinte delle sue collanine.
Rime che a distanza
(Annina era così schietta)
conservino l’eleganza
povera, ma altrettanto netta.
Rime che non siano labili,
anche se orecchiabili.
Rime non crepuscolari,
ma verdi, elementari.

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Gattina

Accanto al mio giardino c’è una gatta. Che ha dato alla luce cinque gattini. Da una settimana le do il cibo. Perché mi fa molta tenerezza e perché è giusto così.
È una gatta che non ha paura di nessuno. E difende i figli come non ho visto nessuno fare. È forte, coraggiosa. Nonostante non abbia nulla. Un affetto umano per esempio.
È esemplare perché coccola i gattini, come una mamma umana. Ogni tanto la spio e vedo la cura che ha verso i suoi figli. Verso esseri minuscoli che hanno forse una prospettiva randagia.
Per la prima volta, ho ammirato un gatto. Sicuramente per mia ignoranza.
Per la prima volta, ho sentito il richiamo di una mamma gatto, che senza mezzi cerca di dare quello che ha ai poveri pargoli.

Nevica, invece no.

Ci sono verità che scivolano addosso, per poi cadere a terra.  Perché la verità, sentirla, sentirsela pronunciare, fa male.  La verità è anche accettare i propri limiti. No? Capire che non si è perfetti e che qualche volta si sbaglia. Poi, ognuno ha una sua verità. E può concepire “un’altra verità” in maniera diversa. Sono sicuro, però, che la verità viene sempre a galla. Anche pensare che ci sia la neve, ma in realtà fuori c’è una cappa di umidità che spacca le pietre.

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Pubblicato in: pensieri

Nostalgico presente

La nostalgia ci abbraccia, a volte. Forse in maniera troppo forte. Quasi a soffocare.

Pervade la mente, le domeniche mattina.
Quando tutti dormono e tu ti alzi, e, con passo veloce esci di casa. Cerchi un bar aperto, senza trovarlo, mentre pensi a quando eri mamma e ti lamentavi che non avevi un attimo per dormire. Un attimo per te.
Ora, cammini senza direzione,  aspettando di andare da tua figlia all’ora di pranzo. Poi, cerchi una panchina vuota e ti siedi, aprendo il giornale. Però, ora-adesso, la tua mente ti parla di ricordi, di gite in campagna, del giorno in cui ti sei laureata. Avevi 40 anni. Vecchia per molti. Ma, ce l’hai fatta. Nonostante le critiche.

La nostalgia ci soffoca, a volte, in un abbraccio troppo stretto. Che non abbiamo cercato. Ma, ci viene dato, così, senza spiegazione.

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Rosa gialla

Una mattina mi sono alzato. Guardato allo specchio. Lavato. Pettinato.

Sono uscito, aspettando qualcosa. Ma, non ho avuto nulla. Nada. Niente.
Prima di tornare a casa, ho sostato su uno scalino.
Ho visto: una mamma bella ed ego(centrica) ed un bambino pestifero.
Ho ascoltato: una musica assordante proveniente da una pizzeria periferica.
Ho mangiato: un panino che avevo in borsa, pregustando una mortadella mai aperta. Perché troppo calorica.
Una sera, quella sera, tornato a casa, ho accudito la mia rosa gialla ed ho capito che aspettarsi qualcosa non è sempre un vantaggio.
Forse è meglio sedersi, capire e ascoltare.
Ascoltarsi.
Perché, prima o poi, l’atteso inatteso arriverà. E lo accoglieremo senza l’ansia di attenderlo.
Wow.

Pubblicato in: pensieri

Ho perso il mio amore

 

Oggi ho visto una signora piangere. Seduta, ai bordi di una panchina capiente. Aveva gli occhiali e mascherava bene le lacrime. Che pochi vedevano, che io vedevo. Aveva più o meno quarantasette anni. Un’età strana, ma pur sempre un’età. Ho pensato subito a un amore lasciato, a una vita fatta per rendere felice colui o colei, che oggi non c’è più.

L’amore si perde. Ma, si ritrova. Nei piccoli gesti, nelle conversazioni di sempre. Negli abbracci dati violentemente. Nelle sere d’estate, mentre si guardano le stelle.

Il vero amore si ritrova. In forma diversa. Con una consapevolezza diversa. Senza aspettarsi nulla. Senza desiderare coperte bianche e fiori sparsi. Forse si ritrova un giorno in supermercato, quando abbiamo smesso di volerlo.

In una sera al calcetto, quando il calcetto è un gioco che abbiamo sempre odiato.

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Amiche per sempre

Oggi in palestra ho assistito a una conversazione tra due signore. Che amorevolmente si scambiavano frasi, emozioni e anche problemi. Non si sono dette nulla di che. Ma, la loro intenzione superava una frase di convenienza, una frase ad effetto.
Curavano inconsapevolmente e con minuziosità le parole da dire, i gesti da fare, i progetti da vivere insieme.
Erano autentiche. E innamorate della loro amicizia. Erano immerse nella loro unione, che un po’ le ho invidiate…

amiche