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86: Il giovane Holden

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Quando leggo, spesso, mi perdo nella storia. Ci sono casi in cui questo accade di frequente, ci sono casi in cui da esterno vedo quello che succede. E non vedo l’ora di finire il libro. Perché non tutte le storie, come è giusto che sia, ci appartengono. Mi appartengono.

Una storia che ho sentito mia è stata quella de “Il giovane Holden”, scritta da Salinger, autore americano, che ha avuto un enorme successo con questo romanzo, definito da tutti di “formazione”.

Un romanzo internazionale, oramai classico, che parla di Holden, un ragazzo di sedici anni, il quale dopo essere stato cacciato da scuola, vaga per giorni in una New York notturna e diurna. Una New York che fa da sfondo alle problematiche di questo ragazzo benestante. Che si perde nei meandri della sua mente. Si fa delle domande alle quali molto spesso non sa dare risposte. Cerca di fare l’uomo adulto, perché non vuole tornare a casa e dire ai genitori che per l’ennesima volta è stato cacciato da un’altra scuola. Cerca di fare  l’uomo adulto, volendo fuggire altrove. Perché ha paura di dire la verità sulla “questione scuola” a una mamma, che ha molti problemi, derivati anche dalla morte di un figlio, a causa della leucemia.

Di questo libro ho amato lo stile semplice e molto curato. Una scrittura che scorre veloce, come una pagina di diario. Ho amato la storia avvincente di questo giovane problematico, al quale mi sono molto legato. Sembrava il mio alter ego, che nella sua solitudine cercava di dare risposte a interrogativi, quasi sempre non chiari.

Ho amato soprattutto la psicologia del personaggio principale. Un giovane uomo che, pur di non affrontare un problema (ovvero di dire la verità sulla scuola), cerca soluzioni alternative. Che vuole affrontare subito. Vorrebbe essere già grande e non rendere conto a nessuno. Ma, questo non è possibile perché la realtà è diversa. Lui ha solo 16 anni, non ha soldi e, nonostante sia un giovane intelligente, non ha i mezzi per affrontare la vita. Durante il suo vagabondare, ha molte crisi di ansia, determinate appunto da voler avere una vita diversa. Che realmente non può avere.

A questa opera do 10. Perché è un capolavoro, che non è paragonabile a quello degli scrittori di oggi, che pubblicano libri solo per marketing. Qui c’è la letteratura dietro e molto altro. C’è la semplicità, che è il risultato finale di un lavoro di studio, di esperienza e curiosità. Risultato finale di dedizione e ambizione sana nel proprio lavoro.

Buona giornata,

Em@

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3 thoughts on “86: Il giovane Holden

  1. Ho letto questo libro due volte, l’ho amato e lo amo. Io darei 110 e lode a Sallinger… sì, una laurea la merita tutta.
    Hai fatto un ritratto perfetto di Holden.
    Io ci ho letto anche che, lui come tanti allora e ora, è vittima dei canoni della società. Rinchiuso negli “scatoloni” che limitano la sua fantasia, il suo genio, alle sue idee, ne viene buttato fuori. Holden non è un ribelle, è solo un individuo che non ci sta ad appartenere alla massa.
    Che romanzo!! Che scrittore!!

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