Storie

62: Quando meno te lo aspetti

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Foto presa dal web

Fatti, situazione e persone sono fantasie del sottoscritto

Quella mattina di settembre, non vedeva l’ora di andare a scuola. Era entusiasta. Da quando aveva lasciato la vecchia scuola, era diventata un’altra persona.

Si era alzata all’alba per prepararsi, definire quei capelli crespi e gustarsi la colazione, preparata amorevolmente da una madre chioccia.

Aveva giocato con il fratellino, disturbandolo mentre guardava i cartoni animati, e aveva persino rifatto il letto, mettendoci cura e amore.

Aveva ricevuto un whatsapp dal suo nuovo ragazzo, che le dava appuntamento alle 8.00, davanti al Liceo Classico D’Annunzio di Pescara.

Simo, presa dall’ansia, dopo quel messaggio, chiese al padre di portarla prontamente a scuola. Il padre, quel giorno, non era di strada, ma poteva accompagnarla vicino all’edicola. Non molto distante dall’edificio scolastico.

Simona, per gli amici Simo, accettò il passaggio del giovane uomo.

La sfortuna volle che la macchina si fermò davanti al Cinema Massimo, che era a circa 25 minuti dalla scuola.

Simo, presa dal panico, scese dalla macchina, senza salutare il padre, sbattendo forte lo sportello della Citroën nera. Doveva arrivare in tempo al suo appuntamento, perché per le adolescenti l’amore viene prima di tutto e tutti.

Erano le 7.20 e Simo sapeva che vicino alla pizzeria all’angolo, al lato del Cinema, c’era la fermata del 3. La zona la conosceva abbastanza bene poiché ci abitava Selenia, una sua amica di yoga. Anche se Simona aveva frequentato quel corso solo per due volte, a causa degli attacchi di panico che le venivano quando faceva la posizione del morto.

Erano le 7.25 e Simona sapeva che tra cinque minuti sarebbe arrivato il 3. Era contenta perché, traffico permettendo, sarebbe arrivata in orario all’appuntamento. Avrebbe visto il suo ragazzo e l’adrenalina si sarebbe trasformata in love, puro love.

Alle 7.30, Simona salì sull’autobus. Corse per prendere il posto, perché l’autobus era pieno. Non fu curiosa come al solito, perché la sua mente era impegnata a pensare a cosa dire al suo boyfriend. Non guardò da nessuna parte, perché voleva arrivare calma all’incontro. Si mise le cuffiette e chiuse gli occhi.

Arrivata a metà strada, mentre il semaforo era rosso, si girò verso il bar per rendere elastico il suo collo. Seduto su un motorino nero, c’era il suo ragazzo che baciava con insistenza e impeto la sua amica Selenia, una sua amica di yoga. Che Simona aveva visto per due volte, in una palestra quasi deserta.

Simona, per gli amici Simo, quella mattina di settembre non andò a scuola. Tornò a casa e si mise a piangere su quel letto rifatto circa un’ora prima.

Buona serata,

Em@

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